Rassegna storica del Risorgimento
CIRCOLO ITALIANO DI GENOVA; REPUBBLICA VENETA 1848-1849
anno
<
1965
>
pagina
<
202
>
202
Emilio Costa
La Commissione a tal uopo spedita sentiva dai vice-sindaci VOria e Mon-giardini parole di unanime concorso nel medesimo voto sì calde che, dichiarava spontanea doversi l'onore del nome di promotori a quegli ottimi Magistrati Municipali. Il corpo civico pubblicava quindi un rapporto nel quale prometteva Genova pronta a soccorrere la sotella d'un milione; chiedeva al governo potestà di offrii e in guarentigia pel pagamento delia cedola o il milione di credito che le compete per la strada Carlo Alberto o un aumento sui dazi giusta il piano proposto fin dal 1845.
Al ricorso della Città rispondeva il Ministro delle Finanze il credito proposto non essere ancora liquidato; e circa il progetto finanziario prima di porlo in alto, essere più. savio consiglio aspettare la formazione del nuovo corpo comunale ma dichiarava ad un tempo che se i sindaci di Genova persistessero nel voler dare immediata esecuzione a quel piano, egli non avrebbe ricusata la sanzione governativa.
Consta al Circolo Italiano ette i vicesindaci furono solleciti a raccogliere la promessa del Ministero e chiesero subito tale potestà: non fu però die dopo lungo aspettare (e lunghissimo è ciascun giorno a Venezia solitaria guerriera contro gli austriaci), the giunse il dispaccio Ministeriale, stando al quale sarebbesi concessa r autorizzazione pel milione a Venezia. Ma il Ministro delle finanze accompagnava quel dispaccio con un altro ben diverso, nel quale confermavasi bensì l'impugnazione del credito competente alla città, non già la data promessa di approvare il piano-finanziario, poiché veniva spedito un voluminoso quaderno di emendamenti (sic) pih che bastevole a ritardare di moltissimo tempo la definitiva approvazione, anche prescindendo dall'arbitrio ministeriale di ricusarla, arbitrio che si riserbava sempre.
Ognuno comprende che senza un tale mezzo di estinguere progressivamente gVinteressi ed i capitali del debito, è inutile parlare di cedole, assurdo lo sperare acquisitori ad equo prezzo massime in faccia al prestito aperto del Ministero colla usura diretta del 20 per 100 di capitale e del 6 per 100 d'interesse.
Frattanto pubblicavasi nella Gazzetta Ufficiale in data del 19 corrente, un regio biglietto che significa in termini chiarissimi concessa ai sindaci di Genova la facoltà di fare il prestito d'un milione a Venezia emettendo le cedole relative* Basta per altro leggere tale disposizione per conoscere dagli articoli successivi che nulla è concesso, non potendo quella facoltà avere esecuzione senza V arbitrio Ministeriale perdio remissione delle cedole si sottopone sempre alla quantità dei nuovi mezzi d'ammortizzazione e questa quantità è sempre riposta ndVarbitrio Ministeriale.
Non è difficile quindi comprendere che il Ministero tutto sollecito a gridar parole di suono italiano, quanto è restio ad accordare le parole co1 fatti, cerchi ogni mezzo per illudere il popolo; ostenta così forte zelo per soccorrere Venezia, e intanto s'adopera perchè il soccorso non giunga in tempo air eroica città ridotta agli estremi. Il Circolo Italiano non teme di esprimere che tale è Vini imo suo convincimento, non solo perche le cose narrate a dò inducono irresistibilmente; ma anche perchè ha verificato col mezzo della sua Commissione che il regio biglietto così pomposamente annunziato ai sindaci non giunse ancora, allorché pubblicato da otto e più giorni, non gì unse a quelli che soli debbono farne uso; e ciò perchè il Ministero ne spediva al R. Commissario una copia informe!
Ma chiunque abbia cuore italiano non può né deve appagarsi dì vane parole e sulla fede di queste lasciare al Ministero la Uberto di soccorrere Venezia quando