Rassegna storica del Risorgimento

CIRCOLO ITALIANO DI GENOVA; REPUBBLICA VENETA 1848-1849
anno <1965>   pagina <207>
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Il Circolo (tediano di Genova por Venezia 207
Il 21 gennaio il presidente del Circolo Italiano leggeva un indirizzo al con­siglio comunale per il sussidio in parola .*)
Le pratiche relative al prestito del milione non ebbero corso; le speranze riposte nel ministro Ricci (il quale era impegnato a fondo nel riordinamento burocratico del proprio ministero ed assillato da questioni gravissime) che aveva espresse David Morenici e l'indirizzo al consiglio comunale di Genova letto da Ottavio Lazotti, segnano il tramonto di una lunga discussione, purtroppo senza risultati.
H ministero Gioberti aveva trovato nel Circolo Italiano di Genova una delle sue maggiori preoccupazioni, ed aveva iniziato il suo mandato proprio nel mo­mento pia attivo dell'azione di crucila istituzione, che significava la possibile proclamazione di governo provvisorio in Genova, frattura fra liguri e subalpini, odio alla monarchia, rivoluzione, Costituente a mandato illunitato: i carteggi inediti di Domenico Buffa ne recano esplicita conferma. Dal 18 dicembre 1843 al 13 febbraio 1849 (giorno in cui il Circolo fu chiuso), Gioberti e Sineo non avevano cessato di insistere presso il commissario straordinario Buffa, affinchè si chiudesse il Circolo* indicando i modi per dichiararlo incostituzionale. Le pressioni, le istanze, i voti del Circolo di Genova, a qualunque fine rivolti, sia pure per recare soccorso a Venezia, erano guardati dal ministero con osti* lità, con diffidenza, come provocazione demagogica e seme di sedizione; per questo lo si ridusse al silenzio.
La situazione di Venezia si presentava di giorno in giorno più precaria. Poiché il prestito non. era ancora stato concesso (e anzi per quanto dipendeva dal ministero, era lettera morta) il 3 febbraio 1849 Daniele Manin scrisse sollecitando all'amico genovese Lazzaro Hebizzo, l'unico genovese col quale fosse veramente amico, e di cui conosceva la bontà. L'amicizia fra i due fiori nel 1833, quando il Hebizzo si era stabilito a Venezia con la moglie 2) (vi rimase fino al 1835).
beneficio di Venezia preso in considerazione il 27 novembre 1848... Torino 15 dicembre 1848, Carte Ricci (minuta), Istituto Mazziniano, Genova, Fascicolo 2718. E anche: Relazione della Commissione incaricata di riferire sul progetto di legge proposto dal generale Antonini per sussidiare Venezia. Senza data, ma dicembre 1848, Carte Ricci, Istituto Mazziniano, Genova, Fascicolo 471. Tale legge è stata votata tra il 12 e il 15 gennaio, con lo stanzia­mento di una somma mensile di 600.000 lire a favore di Venezia. Considerando i forti im­pegni del Governo sardo in quel tempo, la somma era notevole.
J) Circolo Italiano; Seduta del 21 gennaio 1849; Presidenza Lazotti, Tip. Dagnino (Foglio volante).
?) Bianca De Simoni, nacque a Milano il 24 ottobre 1800 da Carlo o Anna Opizzi. Stadio in collegi privati a Milano ed ebbe una buona coltura umanistica. Viaggiò a lungo col marito in Italia e in Europa. Tra il 1833 e il 1835 soggiornò a Venezia, dove conobbe e usò confidenzialmente con la famiglia di Daniele Manin. Stabilitasi a Genova nel 1835, coltivò l'amicizia di uomini illustri, quali Niccolò Paganini, Aleardo Alenrdi, Luigi Mer­canti ni, Lorenzo Pareto, Pietro Paleocapa, Raffaele Rubattino, Domenico Buffa, Ferrante Aporti, Giacinto Collcgno. Il suo salotto fu assiduamente frequentato da uomini politici, esuli, patrioti. Nel 1846 con tribù] a festeggiare gli scienziati clic erano intervenuti al Carnoso Congresso tenutosi in Genova. Nel 1857 e nel 1860 contribuì alle spedizioni di Pisacauc