Rassegna storica del Risorgimento
LIBERALI ; TOSCANA ; CAPPONI GINO
anno
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1919
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pagina
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E. Passamonti
associarsi il Capponi.' Era sincero il Montanelli? Il Baldasseroni invece, per ragioni evidenti, dopo aver narrato la laboriosa crisi di gabinetto successa al governo Capponi, conchiude la sua narrazione in modo da negare ogni fede alle dichiarazioni del Montanelli/ ed il marchese Gino, elié quantunque fosse di sentimenti opposti al Montanelli, seppe però conservare la misura dovuta ed una certa imparzialità, delle quali doti fu privo il Baldasseroni, espone, succintamente, ma in maniera sufficiente, l'opera del nuovo governatore di Livorno come indirizzata allo scopo di rovesciare il gabinetto, che allora reggeva le sorti della Toscana, in quanto persuase il Granduca, che, se il governo allora in carica non avesse presentato immediatamente le dimissioni, il paese avrebbe corso grave ed irremediahile pericolo.* È certo che il Montanelli voleva il potere, ma lo voleva salvando ogni forma legale. In modo diverso dal Guerrazzi, che non osservava freni e limitazioni di sorta, che non conosceva amicizie e legami, quando tratta vasi di raggiungere un intento qualsiasi, il Montanelli, più scienziato e teorido di quel che -fòsse uomo di Stato, non -senlfe vasi l'ardire né lo reggeva l'animo di compiere un passo, che lo avrebbe completamente distaccato dai suoi amici di un tempo, ai quali lo legava, più apparentemente che sostanzialmente forse, il ricordo dei giorni passati. Se egli aveva proclamato la costituente, con cui compiva opera più radicale di quanto il Guerrazzi stesso avesse fatto precedentemente, non possedeva l'animo rivoluziocarioj ed anche, abbattendo-gli uomini che riteneva dannosi al suo sistema politico, voleva conservare seco il Capponi, che -avrebbe dato prestigio ed affidamento di serietà e di coscienza al nuovo gabinetto. A prova dellesaigintenzioni egli pubblicò, quando si dovette difendere dall'accuse che gli vénderò fatte dopo Sa caduta del governo Jkej~ razzi, una lettera del Tabarrini inviatogli nel giorno, in cui il Capponi aveva rassegnato le dimissioni al Sovrano? Stamani - gli diceva l'amico del marchese Gino - il Ministero ha dato la dimissione in massa. Ed è stata accettata: quésto fatto è di tale importanza che non ho bisogno di spiegartene le conseguenze. Le vedrai da te. La posizione è gravissima e Dio ci salvi, Pensa che il Paese è nelle tue mani .' Evidentemente non si parlava cosi a chi avesse operato, con piena consapevolezza e nefastamente, contro gli uomini della
1 Mòa*ÀSiifli, M/M/M'U òp. eifc.. H? 810. - BAM>ÀSSBRONI, Leopoldo IT] op. flit. 321, 32 324. CAPPONI, minuta giorni, in- Opem H* ed medili op. cifcv- II, 14, 145. * QAPFONI, Settanta giorni, in Opereedite od inèdite, op, m H, 144, 145.