Rassegna storica del Risorgimento

CLERO ITALIA 1870
anno <1965>   pagina <221>
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Problemi pastorali nel 1870 221
Ma perchè le miserie della vita temporale hanno a venirsi cacciare ogni pie sospinto fra le massime eterne? OH! che ha che fare la politica col dogma? Era caso riservato!!! M'alzai profondamente addolorato, angosciato....
Tornato poche settimane dopo nella sua città, a Taranto, volle compiere un altro tentativo per riconciliarsi con Dio, senza rinnegare però la sua linea politica. Si recò perciò direttamente dall'Arcivescovo di Taranto, mons. Giuseppe Rotando.l) Ha fama di arciborbonico, peggio ancora colui coi mi diresse. Quanto a monsignor Arcivescovo, debbo testimoniare che io appunto ebbi prova di una grande temperanza di spirito, d'una giustissima appreztazione delle idee e delle cose, d'una illibata riservatezza in ciò che possa riguardare la purezza della fede. Gli narrai quella circostanza del voto che io non ero punto disposto a rinnegare, e che Roma m'era stata cagione di quelle augoscic che prima ho narrate; gli dichiarai francamente che tutto al più avrei potuto disapprovare l'opera mia per la mia qualità di naturai d'altro paese, e quindi non avuto diritto ad influire in tal cosa, ma che non avrei creduto opera contro coscienza il pro­nunziarmi in lode o in male, un sì o un no in tale materia. Aggiunsi che, come cat­tolico, come desiderante d'un ricongiungimento alla Chiesa non mi credeva tenuto che agli articoli di fede. Monsignore rispose che l'affare del plebiscito non aveva che fare colla fede, e che quando io accettassi e mi sottomettessi al simbolo di S. Atanasio, non mi si potrebbe contendere di rientrare nel seno di quella Chiesa che purtroppo io aveva abbandonato .
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Un episodio solo non darebbe diritto a dedurre giudizi di carattere generale. Non credo però troppo azzardato pensare che casi simili si siano ripetuti molto spesso negli anni fra il 1859 e il 1870.
Molto probabilmente, le censure, fulminate con tanta solennità di stile da Pio IX, non ebbero considerevole effetto pratico, anche e forse soprattutto per la scarsa considerazione che ne facevano parecchi confessori. Forse anche a questo pensava Pio IX quando sfogandosi confidenzialmente, come spesso faceva, più volte disse che i cattivi religiosi e i cattivi preti erano i veri nemici della
l) Mons. Giuseppe Rotondo (o Rotondo), di Gapua, venne trasferito da Brindisi a Taranto nel 1855, e resse la diocesi per un trentennio, sino al 1885. Il Chiuso (La Chiesa s in Piemonte dal 1797 ai giorni nostri, Torino, 1888, voi. 4, p. 268) lo ricorda, fra quei ve­scovi dclllcnlia meridionale che dovettero allontanarsi dalle loro sedi o furono carcerati. Qualche altro particolare risulta da P. Cono, Varchidwassi di Taranto, Taranto, 1937, pp. 159-60.
L'autore ricorda le varie mi'/iativé intraprese in favore del seminario, la creazione di nuove parrocchie, la cura del culto, e aggiungo questo parole significative nella loro laconicità: Nei rivolgimenti politici del 1860 si ritirò a Napoli e in Roma intervenne in quel tempo al Concilio Romano . I pochi tratti che abbiamo concordano con la fama di arciborbonico di cui fa parola il documento.