Rassegna storica del Risorgimento
CARTEGGI (GARIBALDI-HUGO); GARIBALDI GIUSEPPE LETTERE; HUGO VIC
anno
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1965
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pagina
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223
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UNA LETTERA DI GARIBALDI A VICTOR HUGO
Tra i pochi autografi di Giuseppe Garibaldi che il Museo del Risorgimento di Trento conserva gelosamente si annovera, per recente cortese dono di un nostro concittadino, il rag. Francesco Moggioli, una lettera diretta al Bien cher illustre ami Victor Hugo, che abbiamo la speranza sia inedita.
Il donatore l'acquistò qualche anno fa a Parigi su una bancarella, custodita in una copertina che portava a stampa l'indicazione: Àutographes et Documenta Vente et Achat di Pierre Cornali, con sovrapposto a stampa un ritaglio riproduceute poche righe tolte dall'autografo e la data 1875 .
Tale data, che pareva concordare con crucila autografa non ci permetteva di precisare il movente della reazione di Garibaldi; si aggiunga la difficile lettura di un nome nel contesto. Ci tolsero dall'imbarazzo cortesi righe chiarificatrici di Georges Déthan, direttore degli Archivi del Ministero degli Affari Esteri di Parigi, che assegnava all'autografo la data 1879 e individuava il nome in quello di Leone XIII. I due dati ci permisero di fissare ed inquadrare l'argomento, al quale ci accennò brevemente lo stesso Déthan.
È noto come nel 1873 sorgesse in Germania il movimento del Kulturkampf, che poneva in acerbo conflitto Stato e Chiesa, movimento sostenuto particolarmente dai liberali anche come reazione al Sillabo, che pochi anni prima aveva condannate le idee liberali. Protagonista e sostenitore del conflitto, il cancelliere germanico Bismarck, che fece inserire nello Statuto prussiano alcune leggi che toglievano privilegi ai cattolici, le cosiddette leggi di maggio ispirate al principio che la Chiesa dev'essere sottoposta alle leggi e alla vigilanza dello Stato, principio e leggi avversate sia dal Centro Cattolico come dalla Chiesa protestante. La tensione crebbe di anno in anno, tanto che Bismarck fu anche fatto segno ad un attentato. Ma con l'ascesa al soglio di Leone XIII, nel 1878. tale conflitto si attenuò: il nuovo papa rivolse all'imperatore di Germania un indirizzo conciliante che invitava alla pace.
Per il cancelliere erano venute a cessare altre ragioni, e soprattutto quelle di politica estera (agganciare, cioè, l'Italia e isolare la Francia) che lo avevano spinto all'iotrasigenza; congedò lo stesso ministro Falk, che delle leggi di maggio era stato l'estensore e il più deciso sostenitore.
In questo momento a Garibaldi sembrò quasi un tradimento il nuovo orientamento religiosopolitico del cancelliere e si sfogò con Victor Hugo, il poeta che un anno prima aveva pubblicato, in una raccolta di versi. Le Pape-, dove questo era considerato soltanto come un messia umanitario.
Ed ecco il testo dulia lettera di Garibaldi nella sua grafìa originale.
Man bien cher et illustre ami., Caprera-, 17 fevrier *79
Merci pour votre superbe lettre par laquclle, je me sens grandi et encouragé à continuer la terribili tutte contro le mal. Et vraiment uttulis quo la Franca s1 avance sroiouement à Vaccomplissement de notre idéal V'Italie, s'affaisse sous les velleiiés