Rassegna storica del Risorgimento

GIORNALI ITALIA 1914-1915; PARLAMENTO ITALIANO RAPPORTI CON IL
anno <1965>   pagina <226>
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Corrado De Biase
In particolare, le annotazioni del resoconto della Camera del 3 dicembre 1914 furono, per consiglio dello stesso Salandra, sensibilmente attenuate,1' com'è facile presumere, per considerazioni di prudenza diplomatica. Li effetti, da tutti i giornali risulta che la manifestazione provocata dall'accenno alle giuste aspi­razioni nazionali fu davvero straordinaria: gli applausi calorosi, ai quali parte­ciparono anche tutti gli spettatori delle tribune, culminarono in una ovazione scrosciante; e l'entusiasmo patriottico, la commozione, le acclamazioni raggiun­sero la più alta intensità, quando nell'aula venne lanciato il grido: Viva Trieste italiana I . Nuove imponenti, prolungate, clamorose dimostrazioni si ripetettero agli altri punti e al termine del discorso di Salandra. Tuttavia, le approvazioni e gli applausi non furono come il resoconto ufficiale dice più volte generali'. Se i radicali e i socialisti riformisti, i quali erano stati contrari al primo mini­stero Salandra, si dimostrarono dei più entusiasti e votarono poi compatti a favore, i socialisti ufficiali, che fin dal primo momento dello scoppio del conflitto si erano pronunziati per la neutralità assoluta dell'Italia, e alcuni repubblicani e socialisti indipendenti non presero parte affatto alle manifestazioni patriot­tiche.
Più ancora però è interessante il contegno di Giolitti e dei suoi seguaci. Non tutti i giornali lo mettono in rilievo, e quelli che se ne occupano, non sono pienamente concordi. Molto analitico, invece, il resocontista parlamentare della Stampa, il giornale più legato a Giolitti da appassionata devozione e, fra i quoti­diani costituzionali, il più convinto e tenace fautore della neutralità. Egli rife­risce che Giolitti segui con grande attenzione la manifestazione scoppiata all'ac­cenno delle giuste aspirazioni nazionali e all'evviva a Trieste, ma non si associò agli applausi della grande maggioranza della Camera; negli altri momenti di diffuso entusiasmo rimase seduto e silenzioso al proprio posto, e, alla fine del discorso di Salandra, non si alzò, ma battè anch'egli le mani. 2) Tali rilievi del resocontista parlamentare sono confermati e avvalorati da Cesare Sobrero: egli e l'onorevole Benedetto Cirmeni erano i più autorevoli corrispondenti romani del giornale torinese, e non si limitavano alla cronaca degli avvenimenti, ma spesso li guardavano dall'alto, ne illustravano le cause, gli aspetti speciali, la portata, esprimendo il loro giudizio, le loro previsioni. La sera stessa del 3, il Sobrero mandava alla Stampa: In mezzo al profondo rivolgimento della situa­zione un solo particolare gettava Pouibra del dubbio sul clamoroso successo del Governo: il contegno singolarmente riservato dei giolittàani. L'on. Giolitti s'è mostrato assai meno entusiasta dei suoi colleghi plaudenti rispetto all'atteggia­mento oggi assunto dal Ministero. Certo è che l'on. Giolitti, ai punti più avanzati delle dichiarazioni di Salandra, è rimasto silenzioso, immobile al suo posto, cominciando dal punto famoso delle aspirazioni. Ma vi ha di più, Fon. Gioititi non ha nascosto ai suoi intimi che, a suo avviso, il Governo oggi si è spinto troppo oltre. L'on. Giolitti ha detto ciò, pure approvando in senso generale il discorso Salandra. Rimane non di meno il fatto che i giolittiani non formavano il gruppo parlamentare più entusiasta della dichiarazione di Salandra. *)
l) A. SAUAXDBA, La neutralità italiana (1914), Milano, 1938, p. 444.
*) La Stampa, 4 dicembre 1914, Salandra espone acclamufisimo il programma del Governo,
3) La Stampa, 4 dicembre. CESARE SOBRERO, Como la Camera ha interpretato le parole di Salandra, II riserbo delVan. Giolitti,