Rassegna storica del Risorgimento
GIORNALI ITALIA 1914-1915; PARLAMENTO ITALIANO RAPPORTI CON IL
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Parlamento e Governo (dicembre 1914-marzo 1915) 227
La stessa osservazione Giolitti avrebbe fatta circa il contegno della Camera. Scrive Salandra: Mi si assicurò aver GioHtti detto in un gruppo di suoi amici: Ho Vimpressione che la Camera, nella interpretazione che ha data al discorso Salandra, sia andata troppo oltre. " Secondo una corrispondenza al Corriere della Sera, nello stesso modo si espresse Giolitti con gli onorevoli Camillo Peano, Marcello Solcri, Giovanni Porzio ed altri che lo circondavano.2)
Sono particolari che hanno bensì significato per se stessi; ma acquistano più chiaro risalto in rapporto con Patteggiamento poi tenuto da Giolitti e dai suoi seguaci. Sono i primi indizi, i primi sintomi di tutta una linea di condotta.
Il 4 e il 5 dicembre 1914 si svolse nella Camera un'alta e appassionata discussione intorno alle comunicazioni del Governo. Tennero discorsi favorevoli, fra gli altri, Fon. Enrico Allotta, exministro, liberale di destra; Giovanni Bettole, liberale del Centro sinistro, che era stato più volte ministro; uno dei più autorevoli rappresentanti dei radicali, Ettore Sacchi; il fondatore e capo del partito socialista riformista, Leonida Bissolati; Arturo Labriola, socialista sindacalista indipendente, e Salvatore Barzilai e Napoleone Colajanni, repubblicani indipendenti. Giolitti intervenne per una dichiarazione di voto: dopo aver rivelato che un anno prima, durante la seconda guerra balcanica, l'Austria aveva espresso l'intenzione di agire contro la Serbia invocando il casus foederis della Triplice Alleanza, e che il Governo da lui presieduto aveva risposto decisamente in senso negativo, approvò il programma del Governo di una neutralità armata e vigile per la tutela dei vitali interessi dell'Italia; e concluse augurando dal più profondo del cuore agli uomini, che avevano in quel supremo momento la responsabilità del Governo, di poter meritare tutta la riconoscenza del Paese. *)
A nome del gruppo parlamentare repubblicano, Eugenio Chiesa assunse una posizione a parte: auspicò le rivendicazioni nazionali e lodò il discorso arto e dignitoso del Presidente del Consiglio, ma dichiarò di non poter, per questione di principio, votare a favore del Ministero: Per trent'anni la vostra politica internazionale è apparsa più pensosa degli interessi dinastici che di quelli della nazione. In questo momento, in cui crolla tutta questa politica, di cui voi e i vostri uomini passati foste attori, sia permesso a noi di affermarne il fallimento.4) Del resto, poco prima della riapertura della Camera, il Comitato centrale del partito repubblicano aveva deliberato che, non solo si negasse ogni fiducia al Ministero, ma persino si negassero i crediti militari straordinari, fino a che non fosse nettamente dichiarata la decadenza del trattato della Triplice Alleanza* 5)
Contro il programma del Governo parlarono Filippo Turati e Gaudio Treves per i socialisti ufficiati, ed Ettore Ciccotti e Carlo Altobelli. I loro discorsi valgono, più di quelli dei deputati favorevoli, a definire i rapporti fra il Governo e la Camera in quell'ora storica ed a qualificare il voto conclusivo.
L'onorevole Ciccotti giudicò indeterminate e ambigue le comunicazioni del Governo: Onorevole Salandra, ella ci chiede delle armi, ci chiede pieni poteri
':) A. SALANDRA, La neutralità cc., cit., p, 445.
2) Corriere della Sera, 4 dicembre. Impressioni e giudizi di deputati - Tra Giolitti e Salandra
3) Aiti del Parlamento Italiano, cit,, p. 5650. *) Atti del Parlarn. Ital, eli., p. 5576.
fi) O. ZUCCA nuvi, // Partito Repubblicano e la guerra d'Italia, Roma, 1916, p. 86.