Rassegna storica del Risorgimento

GIORNALI ITALIA 1914-1915; PARLAMENTO ITALIANO RAPPORTI CON IL
anno <1965>   pagina <228>
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Corrado De Biase
finanziari, pieni poteri fiscali e politici; ma senza che ci dica e che lidi possiamo antivedere che cosa farà e che cosa non farà .!) Analogo apprezzamento espresse l'AltobcDi, che dichiarò:Io non posso votare a favore del Governo, il quale pretenderebbe la nostra firma ad una cambiale in bianco.2)
Più recisamente l'onorevole Turati: Il Governo chiede oggi ai partiti che abdichino; esso chiede, verso di sé, non un atto di fiducia, ma un atto di fede. Date, esso dice, piena, assoluta libertà di azione al Governo; ossia proclamate l'abdicazione del Parlamento. E, dopo aver anch'egli giudicato equivoche le dichiarazioni del Governo, prosegui quasi in tono di intimazione: Il Governo è invitato formalmente a dirci se, con le sue comunicazioni, ha inteso parlare solamente di difesa contro eventuali aggressioni che venissero tentate contro di noi, oppure di intervento armato di nostra iniziativa contro stati di fatto che fino a ieri non si reputarono aggressioni. So benissimo che si può anche figurare un'aggressione non materiale e territoriale. Ma affermo che, in tale ipotesi, prima di rilasciare al Governo una cambiale in bianco con la quale noi gli consegniamo i destini del nostro paese e lo autorizziamo senza riserve a portarci, in quel qua­lunque modo che gli piaccia, agli ultimi, ai supremi sbaragli; prima di ciò un Parlamento che si rispetti e che non intenda abdicare vergognosamente, deve almeno essere chiarito su due punti essenziali: il primo, di quale natura dovrà essere l'aggressione immateriale da cui possa trarsi il casus belli', in secondo luogo, in che modo, per quali vie, con quali mezzi, fino a quali sacrifizi e per quali precisi risultati il Governo dovrà accorrere ai ripari, servendosi del mandato in bianco ricevuto dal Parlamento. 8)
Agl'inviti degli oppositori Salandra non corrispose affatto. Disse: A me pare che le mie dichiarazioni siano state chiarissime e credo di aver avuto il consenso della grande maggioranza del paese ; e soggiunse con fermezza: Quello che ho detto s'intende da tutti, e non ho da aggiungere una parola sola; sulle mie dichiarazioni voi dovete giudicare, ma specificazioni maggiori non posso dare, perchè il darle sarebbe contro l'interesse dello Stato. Se questo mio modo di giudicare i doveri del Governo voi ritenete conforme all'interesse dello Stato, approverete la nostra linea di condotta, in caso contrario noi sapre­mo il nostro dovere. Di poi, per la votazione scelse l'ordine del giorno presen­tato dall'onorevole Bcttolo: <c La Camera, riconoscendo che la neutralità del­l'Italia fu proclamata con pieno diritto e ponderato giudizio, confida che il Go­verno, conscio della sua grave responsabilità, saprà spiegare nei modi e con i mezzi più adatti un'azione conforme ai supremi interessi nazionali; e, per defi­nire in modo inalterabile l'interpretazione dell'ordine del giorno, esplicitamente concluse di averlo preferito, perchè consentiva al Governo piena libertà di azione . *)
JB stato scritto che l'ordine del giorno Bcttolo risultò nella sostanza equi­voco, e che venne interpretato, particolarmente da Salandra, come l'approva­zione àì piena libertà d'aziono. 6) 11 punto ò fondamentale, per tutto il successivo
1) Atti del Parlotti. Ital., cit. pp. 5629 e 5632;
2) Atti del Parlttm. Ital., cit., pp. 5637 e 5639. *) Atti del Parlarti. Ital., cit., pp. 5617-48.
) Atti del Parlam. Ita!., cit., pp. 5640-41.
) B. Vtossati in 0. MÀLÀGOW., Conversazioni, della guerra 1914-19J9, Ricciardi, I960, Tomo I, p, 87 nota.