Rassegna storica del Risorgimento
GIORNALI ITALIA 1914-1915; PARLAMENTO ITALIANO RAPPORTI CON IL
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Corrado De Biase
Allo stesso modo, i maggiori esponenti dei radicali e dei socialisti riformisti, clic votavano per la prima volta a favore di Salandra: dei radicali, Ettore Sacchi, Giulio Alessio, Luigi Credaro, Giovarmi Colonna di Ceserò, Luigi Fera, Giuseppe Girard ini, Edoardo Pantano, Luigi Gasparotto, Ercole Mosti-Trotta, Giuseppe Paratore, Bartolomeo Ruini; dei socialisti riformisti, Leonida Bissolati, Ivanoe Bonomi, Agostino Berenini, Giuseppe Cancpa, Angiolo Cabrini, Guido Celli, Giuseppe De Fetice-Giuffrida, Arnaldo Dello Sbarba, Giuseppe Marchesane, Alessandro Tasca di Cutò; e ancora il radicale indipendente Antonio Fraddetto, i repubblicani indipendenti Salvatore Barzilai e Napoleone Colajanni, i sindacalisti cattolici Giuseppe Micheli e Guido Miglioli, i socialisti indipendenti Arturo Labriola, Enrico Ferri, Orazio Raimondo.
H voto di fiducia della Camera, nel senso di piena libertà di azione al Governo, non venne subordinato ad alcuna condizione o riserva o limitazione. L'espressione piena libertà di azione ebbe pertanto un significato esplicito, crudo, assoluto: facoltà attribuita al Governo di condurre, esclusivamente a giudizio suo e naturalmente del Re, il paese o alla prosecuzione della neutralità o all'intervento in guerra.
Tale portata che fu riconosciuta apertamente, come si è visto, nella discussione della Camera anteriore alla votazione e in modo particolare da avversari politici eminenti venne poi, dopo la votazione, non meno apertamente riconosciuta da giornali e da riviste del tempo di tutti i partiti, favorevoli o non pienamente favorevoli o contrari al Ministero, in articoli dei loro direttori o comunque editoriali, o nei giudizi dei loro più autorevoli collaboratori.
Nella Stampa, il giorno prima della riapertura della Camera, Benedetto Cirineni prevedeva che Salandra avrebbe chiesto un voto di piena fiducia, per essere completamente Ubero nella sua azione per la tutela degli interessi italiani; e metteva in rilievo che il prossimo voto di fiducia avrebbe superato, in importanza, tutti quelli che la Camera italiana aveva dati a tutti, i Ministeri che si erano succeduti dalla costituzione del Regno d'Italia. *) La sera stessa del voto, ne illustrava con gravi e secche parole tutta la portata: Il Governo, forte della fiducia illimitata espressa alla quasi unanimità dalla rappresentanza nazionale, potrà risolvere il problema della tutela dei nostri vitalissimi interessi, come meglio creda. È stato detto che, in questo modo, la Camera ha conferito al Ministero i pieni poteri, ed è verissimo. Sebbene non sia stata fatta alcuna legge in proposito, si deve riconoscere ohe il primo Gabinetto Salandra ebbe i pieni poteri in materia di imposte,... e che il secondo Gabinetto Salandra ha i pieni poteri in materia di pace e di guerra, non soltanto perchè lo Statuto riserva al Re, che l'esercita per mezzo dei suoi ministri, il diritto di indire la guerra e di concludere la pace, ma ben anche perchè la rappresentanza nazionale, alla quasi unanimità, gli ha espresso la sua piena e assoluta fiducia per ciò che farà in proposito, senza minimamente sapere nò poter supporre ciò che esso ha intenzione di fare. *)
La Tribuna, anch'essa legata a Giolitti specialmente per la personale devozione del suo direttore, Olindo Malagodi, ricordava, in un articolo di fondo, che hi dichiarazione di Salandra di assumersi l'intera ed assoluta responsabilità di
1 ) La Stampa, 3 dicembre, Pnvisloni sulla discussione. z) La Stampa, 7 dicembre, I pieni poteri ..