Rassegna storica del Risorgimento

GIORNALI ITALIA 1914-1915; PARLAMENTO ITALIANO RAPPORTI CON IL
anno <1965>   pagina <232>
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Corrado De Biase
secondo l'espressione di un. deputato, aveva consegnato al Governo il portafoglio ed il destino del paese. *)
A completare il coro delle voci di riconoscimento della portata del voto, concorsero altri quotidiani, con incisive espressioni. Il Giornale d'Italia: La Camera si è imponentemente pronunziata. ' Libertà d'azione al Governo ': que­sto vuole il Parlamento, questo il Paese ! Libertà di mezzi, di tempo, di scelta delle circostanze. Videa Nazionale: Al popolo italiano il silenzio e l'attesa. Al Governo l'opera di esecuzione con la libertà che si meritò chiedendola e sapen­dola ottenere. Il Popolo d'Italia: La Camera ha votato la fiducia più ampia che forse mai sia stata concessa ad un Ministero.2)
Già prima del voto, 17 Mattino aveva raccomandato: Lasciamo al Governo, il quale ha saputo con la sincerità e con la decisione della sua condotta inspirare al paese tanta fiducia, la più assoluta libertà di agire, a seconda delle circostan­ze. Più nettamente di tutti, si pronunziò la Gazzetta del Popolo: L'ordine del giorno Bettolo parla chiaro: nessuna improntitudine di far la guerra per la guerra; ma, se sarà necessario, il Governo è già autorizzato a fare anche la guerra* E la Gazzetta di Venezia: Col voto di oggi, il Parlamento ha investito il Governo di ogni potere. Ormai è all'on. Salandra, all'on. Salandra solo, ohe è data ogni facoltà di pace e di guerra.3) Persino in Germania, venne rilevato il larghissimo significato del voto. Una corrispondenza da Berlino riferiva: In generale, i giornali notano che il discorso dell'on. Salandra ha avuto soprattutto l'abilità di conquistare al Governo una maggioranza enorme e compatta e di ottenere carta bianca senza fare concessioni a nessun partito e a nessuna tesi .4)
Un'altra conferma, piena, luminosa, venne dal Senato. Le dichiarazioni del Governo, che il 3 dicembre vi erano state accolte con manifestazioni di consenso e più volte con vivissimi applausi, furono discusse il 14 e 15. Com'era nell'indole della Camera allora vitalizia, dominò un senso di discrezione e di misura. Nes­suno chiese spiegazioni delle parole di Salandra. I pochi oratori riaffermarono altamente le aspirazioni nazionali e la fiducia nel Governo.
D senatore Edoardo Maragliano disse, fra l'altro: La Nazione oggi ferma­mente vuole realizzata la sua completa unità. Il modo ed i mezzi atti a condurci alla meta debbono essere esclusivamente compito del Governo. s) E Giacomo Barzelletti, pur dopo dichiarazioni tendenziose, affermò: H paese ha bisogno, aspetta d'esser guidato da voi, onorevoli signori del Governo. Ve lo ha detto con la voce unanime dell'altro ramo del Parlamento, alla quale si unisce quella del Senato. Mai l'antico videant consules ne quid respubblica detrimenti capiat ha avuto sin qui, in Roma, nella bocca del Senato d'Italia, un pari significato solenne,
1) Scintilla, 17 dicembre, L'abdicazione del Parlamento e il domani d'Italia in una critica di Ettore decotti.
2) B Giornale d'Italia, 7 dicembre, V. PELUZZAM, DIO protegga l'Italia-, L'Idea Na­zionale, 7 dicembre, E. CORREDINI, Alea iacta est; Il Popolo d'Italia* 7 dicembre, G. PREZ-ZOI-IM, Gioliui.
*) B Mattino, 45 dicembre. Il messaggio squillante dell'on. Salandra; Gazzetta del Popolo, 6 dicembre. La concordia nazionali}; Gazzetta di Venezia, 6 dicembre, Per la gran­dezza della Patria.
*) // Sècolo, 8 dicembre, Due frasi di Salandra sottolineate dalla stampa tedesca.
s) Atti Parlamentali della Camera dei Senatori, Logisl. XXIV, Sesu. la, Discussioni, voi. H, p. 1196.