Rassegna storica del Risorgimento
GIORNALI ITALIA 1914-1915; PARLAMENTO ITALIANO RAPPORTI CON IL
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volte, di non poter toccare argomenti del genere: Le condizioni della politica internazionale in questo momento richiedono la massima riserva nell'interesse del Paese . Di poi, per il passaggio del disegno di legge alla discussione degli articoli, accettò l'ordine- del giorno presentato dal democratico costituzionale Vincenzo Carboni e da molti altri deputati di vari partiti: vi si esprimeva la convinzione che il disegno di legge rispondesse ai supremi interessi del Paese. In pieno accordo il Presidente del Consiglio non pose la questione di fiducia; e mantenne la decisione, anche dopo che l'onorevole Bar zi lai, dichiarando di votare a favore, ebbe osservato che nel progetto stesso era insita la fiducia verso il Ministero.
L'ordine del giorno riscosse trecentotrentaquattro voti contro trentatrè. Tale risultato riflettè nuovamente lo schieramento dei partiti della votazione precedente, ma con alcuni particolari più favorevoli. Questa volta i socialisti riformisti non ripetettero la distinzione fatta allora e contribuirono alla risoluzione molto onorevole al Governo. Senonchè, durante la discussione degli articoli, l'onorevole Tarati accusò la maggioranza di insincerità: Noi fummo ieri trentaquattro miserabili voti contro trecentotrentatrè x) ebbene io dirò cosa che non sorprenderà nessuno, se anche protesterete per convenienza; quei trentaquattro sono in realtà la maggioranza della Camera. Ciò che noi diciamo della legge che si discute, lo dicono a un dipresso tutti quanti nei corridoi; soltanto, e questa pare la grande stranezza, mentre noi, dicendone corna, le votiamo contro, tutti gli altri, dicendone altrettanto corna, si credono strettamente obbligati a votare a favore. Lo fanno, occorrendo, con tutte le possibili restrizioni mentali .2)
Una simile affermazione, che, almeno, si risolveva nella svalutazione, così del complesso provvedimento, come della base parlamentare del Gabinetto, non poteva non indurre il Presidente del Consiglio a recedere dall'intendimento di attribuire al disegno di legge un'importanza di molto superiore alle vicende di un Ministero. Perciò, a proposito di un emendamento che il Governo non riteneva nò opportuno, né necessario, Salandra, riferendosi all'affermazione dell'onorevole Turati, affrontò risolutamente la situazione, chiedendo che la Camera si pronunziasse in modo esplicito e qualificato, e precisò che indubbiamente il voto della legge avrebbe implicato un attestato di grande fiducia nel Ministero. Anzi, perchè ogni deputato assumesse la sua responsabilità, rivolse un reciso invito alla sincerità, non lasciando alcuna possibilità di equivoci: Se fosse vero, cosa che non credo, che in questa Camera sono più di trentatrè coloro che non vogliono la legge, [è] una buona occasione, per coloro che nello spirito erano con l'onorevole Turati, di rivelarsi. Questo voto è dunque un voto di fiducia al Ministero e al suo indirizzo politico . La nuova votazione, per appello nominale, del 15 marzo, riprodusse il risultato per il passaggio alla discussione degli articoli: duecentocinquantun deputati favorevoli; quindici contrari.3)
JJ L'onorevole Turati commise un piccolo errore di numero. Nella seduta del 14 marzo 1915, i voti contrari al Governo furono, come si è detto, trentatrè, e non trentaquattro.
Nella sedata del giorno seguente, per dichiarazioni opposte di due deputati, i voti, sia dei contrari sia dei favorevoli crebbero di una unite.
Vedi Atti dal Parlavi. ftaf., cit., p. 7243.
2} Atti del Pariam. Stai, cit., p. 7264.
3) Aui del Pariam. Uni., cit., pp. 7205-89.