Rassegna storica del Risorgimento

GIORNALI ITALIA 1914-1915; PARLAMENTO ITALIANO RAPPORTI CON IL
anno <1965>   pagina <237>
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Parlamenta e Governo {dicembre 1914-marzo 1915) 237
L'accusa di insincerità mossa dall'onorevole Turati alla maggioranza parla­mentare era indubbiamente eccessiva, e di molto; tuttavia non mancava, in parte, di fondamento. Spiccato il caso dell'onorevole Luigi Facta. Durante Paccesa campagna condotta da alcuni giornali contro il Ministero per le pretese deficienze nell'opera di soccorso alla zona della Marsica devastata dal terremoto del 13 gennaio 1915, il fedelissimo deputato giolittiano scrisse da Roma, il 19, all'ex Presidente del Consiglio in tono di soddisfazione: Le cose crai vanno a precipizio e ormai ritengo che sia impossibile sperare che si possa salvare la barca ministeriale; l'affondamento mi pare inevitabile . Non molti giorni dopo, il 26 quando già tutto il vasto apparato per fronteggiare, fin dove era umanamente possibile, le disastrose conseguenze del cataclisma, era in pieno sviluppo, come avevano riconosciuto testimoni oculari e gli stessi giornali prima vivacemente contrari , l'onorevole Facta rincarò la dose contro il Ministero in una seconda lettera a Giolitti, a proposito del collocamento a riposo del Di­rettore Generale delle Ferrovie, Riccardo Bianchi, provocato, non senza fondati motivi, dal Ministro dei Lavori Pubblici Angusto Ciuffclli, democratico costitu­zionale: Stamane non posso trattenere un moto d'indignazione per la nuova come chiamarla birbonata che consiste nel benservito dato al Bianchi. Beco la politica alta e moralizzatrice (I ?) di questa gente: non sono stati capaci di pren­dere il più elementare provvedimento nella sciagura del terremoto, non sono buoni a nulla... e buttano all'aria i più alti funzionari! Mah! questi funzionari erano stati trattenuti al loro posto dal precedente Ministero, dunque bisogna mandarli via. E cosi mentre urgono i problemi più gravi, la politica si riduce alla più stupida alla più volgare alla più abbietta ira di parte! e questa gente devo essere quella che regge l'Italia nei suoi momenti più difficili. Proprio mi fa schifo questa condotta cosi bassa acre, cosi miserabilmente partigiana. Chissà dove questi signori colla loro alzata d'ingegno ci condurranno! fanno proprio paura: si occupano di attacchi personali, di nomine di senatori, di movimenti di prefetti, di ingiurie, di insulti, di denigrazioni, ecc. ecc. ecco la grande politica del Ministero attuale. E pensare che devono tutto a te! ima vera infamia .
Ancora: scrivendo a Giolittà il 2 febbraio, per esprimere la sua intensa sod­disfazione per la lettera del parecchio , l'onorevole Facta si riferiva agli nomini del Governo: Come accadde altre volte, la tua parola basta ad inchiodare una situazione; e i poveri pigmei sentono la fucilata che è stata sparata nel loro miserabile gruppo: anime volgari e piccine hanno avuto il conto loro.1) Lettere meno violente di queste del Facta inviarono a Giolitti, in quel periodo, gli ono­revoli Peano, Alfredo Falcioni e Luigi Giordano; ma contenenti pure propositi di azione contraria alla politica del Governo o espressioni di disistima e di forte avversione o critiche non provate e giudizi sommari. a)
Eppure gli onorevoli Facta, Peano e Giordano, da un canto non intervennero
affatto nella discussione che si svolse alla Camera a proposito della conversione
1) LB tre lettere dell'onorevole Facta sono uoirAueiuvio CENTRAI/E DELLO STATO, Carte Gioititi, Busta 11, fasci 4 - Lettere politiche, stralci stampa, 191 .
Non nono state riportate in Quarantanni di politica italiana dalie carte di Gio­vanni Gioitili documenti inediti, voi. III, Dai prodromi dalla gronda guerra al fascismo 1910-1928, a cura di CLAUDIO PAVONE, Milano, Feltrinelli, 1962.
2) Nelle citate Carte Giolitti fi di'ARCHIVIO CENTRALE DELLO STATO. Sono, però, riprodotte in Quarantanni di politica italiana, cìt.