Rassegna storica del Risorgimento
GIORNALI ITALIA 1914-1915; PARLAMENTO ITALIANO RAPPORTI CON IL
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Corrado De Biase
in legge dei decreti d'urgenza del Governo per i paesi colpiti dal terremoto, ) dall'altro come avevano partecipato al voto di fiducia del 5 dicembre 1914, col quale era stata per la prima volta conferita al Ministero la libertà di azione cosi contribuirono (salvo alcune assenze, delle quali per altro non è indicato il motivo negli elenchi dei deputati) ai citati voti di fiducia, per appello nominale, del 19 e del 27 febbraio e a quelli del 14 e del 15 marzo. Meno incoerente, in certo modo, l'onorevole Falcioni, il quale votò bensì a favore del Ministero il 5 dicembre 1914, ma poi non figurò affatto nelle successive votazioni, e nessuna ragione è addotta negli atti.
Dell'effettiva opinione e degli effettivi sentimenti degli onorevoli Facta, Peano, Giordano e Falcioni verso i membri del Governo e del loro comportamento in assemblea, si hanno, come si è visto, prove indiscutibili. Non facile l'indagine rispetto ad un certo numero di altri deputati giolittiani. Già nella prima decade del gennaio 1915, sorsero progetti e armeggìi intesi a provocare la caduta del Ministero e la formazione di un nuovo Gabinetto per la prosecuzione della neutralità e con la mira che ne assumesse la presidenza Giolitti, il quale per altro si manteneva estraneo ad ogni intrigo e tentativo. Particolarmente suoi seguaci non dei più autorevoli, che erano cauti nel non compromettersi, ma di minor grado nelle sale di ritrovo della Camera e del Senato si dimenavano, si raccoglievano a privati convegni, intavolavano trattative con altri gruppi e specialmente con quei radicali che erano stati al potere con Giolitti. Era un lavorio più o meno dissimulato e sotterraneo, e nei giornali correvano frequenti dicerie di quelli che, con termini eccessivi, si chiamavano congiure, cospirazioni, complotti parlamentari contro il Ministero. La denunzia di un'intesa fra l'onorevole Vito De Bellis, radicale, ma devotissimo giolittiano, e l'onorevole Treves, socialista ufficiale, che tenacemente in scritti e discorsi propugnava la neutralità assoluta, produsse un clamoroso e prolungato incidente, dal quale nuovamente emerse il disegno di promuovere la crisi ministeriale non sul terreno della politica estera, ma per altre vie, cogliendo altre occasioni al fine di paralizzare ogni possibilità di intervento italiano nel conflitto.2)
) Atti del Parlam. Ital, eh., pp. 7530-46, 7620-39 e 7696.
Vedi puro C. DE BIASE, L'opera di soccorso per il terremoto della Morsica, in L'osservatore politico letterario, 1961, giugno, pp. 26-38, luglio, pp. 23-40.
-) Per tutto l'incidente, vedi II Lavoro, di Genova, 22 gennaio 1915, Contro uno sproposito sciagurato. Una pericolosa cospirazione giolittiano. L'atteggiamento dei socialisti ufficiali; La Stampa, 21-25 gennaio, Dal romanzo parlamentare al grave problema degli interessi d'Italia', La Tribuna, 26 gennaio, La Direzione del Partito radicale e fazione dell'Italia nel presente conflitto', U Lavoro, 26 gennaio, La cospirazione giolittìana. Il voto del partito radicale e la stampa romana; Il Lavoro, 30 gennaio, Il colpo maestro di Baioni è fallito. La cospirazione gioliuiana per ora è dispersa; Azione Socialista, 30 gennaio, La situazione', Il Secolo, 30 gennaio, La trama della neutralità. Giolitti-De Bellis-Treves, Una dichiarazione dell'on. Treves contro un'asserzione dell'Azione Socialista', Il Popolo d'Italia, 30 gennaio, II Pactum sceleris dai socialisti ufficiali e le manovro dei funzionari neutralisti'. Il Secolo. 31 gennaio. Do Bsltis e i socialisti; L'Idea Nazionale, 31 gennaio. La ' favola ' dell'incarna-zione giolittiano: Ti Lavoro, 1 .febbraio, Ancora la congiura giolittìana: Il Secolo, 2 febbraio, L'on. Treves protestai Asiane Socialista, 13 febbraio, Conformiamo lo intosa Treves-Do Bellis; Avanti!, 13 febbraio. Por sventare una tristo congiura; Critica sociale, fase. 1-15 febbr., CLAUDIO THEVES, Cronaca d'Incertezze, pp, 33-34; Aitcnrvio CENTRALE DELLO STATO, Carte Gioitoti, Busta 11, fuse, 4, cit.f Lettera dell'on. Giacomo Ferri, 31 gennaio 1915,