Rassegna storica del Risorgimento
GIORNALI ITALIA 1914-1915; PARLAMENTO ITALIANO RAPPORTI CON IL
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Corrado De Biase
Sorse però subito un'altra gravissima difficoltà: l'esecuzione immediata dello eventuale accordo, posta come condizione indispensabile dal Governo italiano e respinta ostinatamente da quello austroungarico. Messo poi da parte provvisoriamente, per comune convenienza, tale punto delicato, si decise tra il 20 e il 24 marzo, di affrontare la questione vera .e propria della specificazione dei territori da cedersi.L)
Il Presidente del Consiglio allora dichiarò alla Camera che il Governo sentiva la necessità di concentrare la sua attenzione sopra il lavoro intenso che gl'incombeva sia per le questioni di politica interna, sia per quelle di politica internazionale, le quali lo preoccupavano e gl'imponevano gravissime responsabilità ; e chiese che, per lo vacanze pasquali, i lavori della Camera fossero prorogati per un periodo più lungo del consueto, cioè fino al 12 maggio.
L'onorevole Turati presentò una proposta contraria; ma Salandra mantenne la sua e riconfermò per la imminente votazione che intendeva la fiducia come libertà d'azione per il Governo ; anzi insistette nel qualificarla come la più completa libertà d'azione , come la più grande fiducia che un Governo possa ottenere . E l'assemblea, il 22 marzo 1915, votò la proposta di proroga dei lavori parlamentari nel termine del 12 maggio da lui richiesto.2) Il resocontista della seduta per La Stampa rilevava che il Ministero aveva ottenuto una schiacciante maggioranza: essendo stata indetta la votazione per alzata e seduta, si erano alzati ad approvare i nove decimi della Camera, cioè tutti i deputati del grande schieramento costituzionale, compresi i radicali, e i socialisti riformisti e una parte dei repubblicani. l'onorevole Cirmeni, nella Stampa, si augurava bensì che le trattative con l'Austria riuscissero felicemente, affinchè l'Italia potesse dignitosamente astenersi dal partecipare all'immane conflitto; ma premetteva: L'onorevole Salandra è stato nel vero affermando che il voto di pienissima fiducia datogli dalla Camera significa che il Governo ha completa libertà di azione. La stessa sera del 5 dicembre vi dissi che il Governo aveva avuto dalla Camera i pieni poteri in forza dei quali avrebbe potuto risolvere il problema tanto nel senso della guerra quanto nel senso della pace. Questo è indiscutibile, *)
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Delle discussioni che si svolsero nella Camera il 4 e il 5 dicembre 1914, il 19, il 26 e il 27 febbraio 1915 e dal 13 al 22 marzo 1915, non esiste alcun cenno, cosi nelle Conversazioni del Malagodi, come nelle Memorie di Giolitti. Eppure si trattò di discussioni d'importanza politica fondamentale, su due questioni di sommo interesse: se si dovessero o no attribuire al Governo facoltà eccezionali per decidere la condotta della nazione nel conflitto europeo; se dai disegni di legge proposti dal Governo fossero o no menomati i diritti di libertà dei cittadini. E vi presero parte, con discorsi sorretti da una solida preparazione,
1) Atti del Parlam. Ital., ecc.. Camera dei Deputati, Documenti, ti. XXXH, cioè il Libro Verde, pp. 42 e 45-49.
2) Alti del Parlam. Ital., ecc., air,, Camera dei Deputati, Discussioni, voi. VII, p. 7901.
s) Xa Stampa, 23 marzo '15, La Camera proroga la seduto al 12 maggio con una concorde maitìfasUisìone.