Rassegna storica del Risorgimento

GIORNALI ITALIA 1914-1915; PARLAMENTO ITALIANO RAPPORTI CON IL
anno <1965>   pagina <243>
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Parlamento e Governo (dicembre 1914-marzo 1915) 243
Il Malagodi nelle sue annotazioni, oltre a riferire il pensiero e le stesse pa­role di Giolitti, non di rado riportava anche le proprie osservazioni e obbiezioni mosse all'ex Presidente del Consiglio e persino i propri dissensi. Senonchè, quando Giolitti candidamente gli disse che il Ministero aveva chiesto e ottenuto, per la prima volta nel marzo 1915, il voto di fiducia nel senso di piena libertà di azione, il Malagodi tacque. Né suggerì o apportò alcuna modificazione alla analoga af­fermazione contenuta nelle Memorie di Giolitti, alla cui compilazione o revi­sione egli contribuì. Le due volte, non tenne presente o non volle contrapporre quanto egli stesso aveva scritto o pubblicato nel suo giornale. Basta ricordare solo alcuni momenti.
Il 14 dicembre 1914, anticipando la esplicita richiesta del Pregiente del Consiglio, il Malagodi aveva cosi riassunto la tesi già nettamente posta e ripetu­tamente sostenuta: Al Governo la piena responsabilità, coi pieni poteri . ) Verso la fine di gennaio, La Tribuna aveva ricordato la solenne deliberazione con la quale la grandissima maggioranza del Parlamento aveva affidato al Go­verno il mandato di vigilare la situazione, e la responsabilità di prendere la decisione che essa [potesse] da un momento all'altro, nei suoi svolgimenti e mutamenti, imporre per gli interessi e le aspirazioni supreme del paese . Nello stesso tempo e nella stessa Tribuna, il senatore Vittorio Rolandi-Ricci, insigne giurista, devotissimo a GioUtti, aveva illustrato tutta la portata del mandato di pienissima fiducia conferito dalla Camera a enorme maggioranza e dal Se­nato ad unanimità.2)
E un altro devotissimo giolittiano, l'onorevole Carlo Schanzer, anch'egli giurista, autore di apprezzate pubblicazioni, presidente di Sezione del Consiglio di Stato, già più volte ministro, aveva incisivamente affermato ancora nella Tribuna: Oggi giorno un solo sentimento unisce tutti quelli che hanno senso d'italianità, ed è quello che ha inspirato il voto con cui la Camera accordava al Governo la più ampia libertà d'azione per la tutela dei supremi interessi del paese ed a cui l'opinione pubblica, per mezzo della stampa, si è universalmente associata .8)
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Nessuna espressione di pensiero e di volontà da parte di membri del Parla­mento, in qualsiasi forma e con qualsiasi mezzo compiuta, può in tutto o in parte invalidare o modificare un voto di fiducia concesso in assemblea, con l'os­servanza di tutte le norme regolamentari; ma solo un'altra deliberazione adot­tata pienamente con le medesime garanzie. Perciò è evidente che i voti di fiducia attribuiti al secondo Ministero Sai andrà dalla Camera e dal Senato nel periodo dal dicembre 1914 al marzo 1915 e quelli relativi alla politica estera nello esplicito significato di piena libertà di azione non potevano assolutamente es­sere annullati od anche in minima parte invalidati, non solo da discorsi, articoli, lettere o qualsiasi altro scritto di parlamentari, ma neppure dalla professione di
;') La Tribuno, 4 dicembre 1914, Le dichiarazioni del Governo alla Canterai ecc., cìt, *) l.u Tribuna, 26 gennaio 1913,-L Direziona del Partito radicale e Variano dcWItalia
tiri présente conflitto', 28 stesso mese, Cnmideraziani serene.
3) La Tribuna, 15 febbraio 1915, Dopo Von, Giolitti i gioì itti ani. Che cosa dico Voìh
Schanzer,