Rassegna storica del Risorgimento

LIBERALI ; TOSCANA ; CAPPONI GINO
anno <1919>   pagina <251>
immagine non disponibile

Il Ministero Capponi e il tramonto del liberalismo toscano neV48 251
in quanto, pur ottenendo l'approvazione dei deputati alle proposte loro presentate, aveva sentito, che essa non era né completa né si­cura.1 Ed è notevole l'ardire del Capponi, perchè, non solo avendo sperimentato la poca solidità della sua posizione affrontava la prova del fuoco senza aver preparato convenientemente la parte a lui fa­vorevole, ma osava attaccare battaglia con un'arma, che aveva due tagli. Il diritto di riunione, che era stato una delle prime libertà invocate dall'opinione liberale, costituiva una delle basi fondamen­tali del regime costituzionale ed il volerlo costringere entro limiti determinati era un attaccare implicitamente il sistema attuale di Governo.2 È vero, che il Capponi aveva a sua difesa la condizione eccezionale dei tempi, la quale, richiedendo estreme misure, invocava che fosse impedita una delle cause più notevoli della, insurrezione livornese e della propaganda rivoluzionaria; ma venivano, con il ri­correre a questa misura, ad essere danneggiate istituzioni e persone, la cui opera era stata dedicata solo allo sviluppo ed al mantenimento del principato costituzionale. Lo stesso Capponi aveva valutato l'im­portanza della sua mossa, se, presentando alla Commissione della Camera il progetto di legge in questione, faceva rilevare ai deputati, che ve l'avevano determinato' l'abuso della libertà fatto nei moti li­vornesi, il dovere sia del Governo, sia dei cittadini di imporsi ogni sacrificio, perchè fosse restituita alla Toscana la pace indispensabile per il suo completo sviluppo. Ed a confortare le ragioni del no
ÒEtè--Assemblee del Risorgimento, op. oit. - Toscana, I, 646 passim - Seduta del 27-28 agosto 1848, pag. 656.
- Questo concetto fu la base di attacco dei Guerrazziani. Il Corriere Livor­nese infatti il 28 settembre 1848 commentava così il progetto del Capponi : Noi protestiamo da ora contro il sinistro progetto del Ministero. Nella nostra Patria nel secolo xix ridurci in un popolo di bimbi sottoposti alla ferula della spia pub­blica o Commissario Begio, oltrepassa ogni segno tracciato dalla pazienza umana. Il Ministero toscano potrebbe imitare Dionisio di Sicilia ponendosi egli stesso ad ascoltare le sentenze profferito nei Circoli e risparmiando cosi l'onta e l'infamia sn. ohi volesse por fama d'oro assumere il carattere di pubblica Spia. In nome della Patria cosi manomessa noi speriamo elio l'Assemblea terrà una volta il proprio giuramento e che farà giustizia di un lavoro die distrugge il pia sacro dei nostri diritti . Corriere Livornese, 192, 28 settembre 1847. Ed il 2 ottobre ai deputati notava : Ti scuotete o no ? A. forza di proscrivere le libertà pubbliche per favorire il Ministero egli vuole annullato anche le vostre. Il eoffrirete voi senza rimuovere padroni e servi ? Noi lo speriamo ! . Corriere: Morueae, 195, 2 ottobre 1848. 2.