Rassegna storica del Risorgimento
ARCHIVIO COMUNALE DI CERVIA DOCUMENTI; ITALIA NAPOLEONICA
anno
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1965
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pagina
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249
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LIBRI E PERIODICI
HEINRICH BENEDIKT., Kaiscradler Uber dem Apennin, Die Osterreicker in Italiana Vienna, Hcrold, 1964, in 8, pp. 480, ili. 24. 240 Scellini.
Quest'opera non e il primo risultato delle ricerche del Benedikt nel campo della storiografia italiana. Nella Bibliografia l'Autore stesso dà un elenco delle sue ultime pubblicazioni sull'Italia. In questo volume viene offerta al lettore un'esposizione panoramica di 166 anni di storia, nei quali l'Austria e gli Asburgo hanno esercitato il loro influsso diretto sullo sviluppo della cultura e dell'economia della penisola italiana.
Nella prefazione all'opera il Benedikt avverte che, forse, il lettore lamenterà, nella esposizione dei fatti, una certa mancanza di grandi linee fondamentali, e gli sembrerà di' .trovarvi solo un mosaico composto di tante piccole pietruzze* che gli farà ricordare la nota frase di Stendimi. Ma, terminata la lettura del libro, si finisce per riconoscere che l'Autore si è sottovalutato; infatti i vari e numerosi particolari formano un tutt'uno, una storia del popolo italiano, durante un secolo e mezzo, con un nesso ben chiaro: la dominazione asburgica.
La vasta materia è suddivisa in quattro parti distinte: Milano e la Lombardia nel XVHI secolo; il Segno LombardoVeneto; il Regno di Napoli e Sicilia ed infine il Granducato di Toscana con i Ducati di Modena e Parma. Non ci si trova, dunque, di fronte ad una esposizione cronologica, ma piuttosto a singoli capitoli, il che, in fondo, si giustifica facilmente in quanto la Penisola solo nel 1861 ha raggiunto la propria unità politica, completata nel 1866 con l'annessione del Veneto. Perciò fino al 1861, o meglio ancora fino al 1866, è più opportuno parlare di una storia degli Italiani e non della storia dell'Italia.
Non ci soffermiamo a lungo sul racconto pervaso di serenità olimpica e di un umorismo sprizzante in mille immagini sempre nuove e sempre vive. Basti ricordare le avventure toccate al Goldoni durante il suo viaggio a Rimini, la divisione dei fanatici frequentatori del teatro alla Scala in due partiti avversi attorno alle ballerine Taglioni e Cerrito, l'accenno all'uso della lingua ceca, che si sentiva parlare spesso per le strade di Napoli durante un certo periodo di tempo, oppure la spiegazione dell'importanza del CaffS per lo sviluppo dell'economia e del progresso in Lombardia e nel Veneto, l'introduzione del catasto di Pompeo Neri sotto Maria Teresa nel Milanese, e tanti altri episodi e fatti di notevole o minore importanza.
Quest'opera certo merita di essere largamente diffusa in Austria, ma non meno in Italia. Essa rappresenta infatti un contributo assai prezioso con la chiarificazione del concetto che si sono fatti gli Italiani dell'era della dominazione asburgica, chiarificazione tanto più necessaria, in quanto specialmente nella storiografia delXIX e XX secolo, sono spesso rimasti i malintesi ed i pregiudizi accumulatisi nel passato. ANGELO FTUPUZZI
AD AH WAiarauszKA, Óstorreich tmd Italien irti 18. Jahrhundart Wien, G.V.P., 1963, in 8e, pp. 150* Scellini 58.
Nel giro di poche pagine, dopo una brevissima introducono inteso a precisare le finalità del lavoro ed i limiti imposti dall'Editore a tutta la collezione òsterreioh Archiv (su queste pagine ci siamo già occupati di un altro saggio della serio: a triplica Alleanza, del Fellner), muovendosi fra la guerra di successione spagnola, che sì concluse con il distacco degli Asburgo austriaci dallo Spagini, e l'invasione francese dol 1796, l'Autore si occupa del Settecento italiano, rilevando specialmente le recìproche in-finenze fra l'Austria e l'Italia nel tempo in cui lo penisola era ancora un'espressione geografica e culturale e l'Austria stava conquistandosi la posizione di grande potenza.
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