Rassegna storica del Risorgimento

ARCHIVIO COMUNALE DI CERVIA DOCUMENTI; ITALIA NAPOLEONICA
anno <1965>   pagina <251>
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Libri e periodici
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ed amminisi rui ivc: som tulli l'ultori che fanno della Toscaim spccialmeiilc il paese più avanzato dell'Europa fin che vi rimane sul posto il granduca Leopoldo ad improntare un'era felice con la sua forte personalità. Austria e Italia sono reciprocamente beneficate dall'azione di intensissimi scambi di influenze culturali, politiche ed economiche Quasi simbolo di tali reciproche e benefiche influenze riesce l'esecuzione dell'opera di Mozart La clemenza di Tito con libretto di Pietro Mctastasio avvenuta a Praga nell'occasione dell'incoronazione di Leopoldo II a re di Boemia: Clemenza austriaca la ribattezza Wandruszka con non celata tristezza, in quanto, alla partenza del sovrano dal granducato di Toscana per assurgere alla dignità imperiale, segue la fine dì un'era felice per la penisola e per l'Austria: l'era della collaborazione più feconda in tutti i campi delle manifestazioni dello spirito e dell'opera dell'nomo. ANCBLO FILIPUZZI
Giornale del Basso Po (Sei mesi di Repubblica Cisalpina a Ferrara), con introduzione di GIULIO BICHINI; Ferrara, Deputazione provinciale ferrarese di storia patria, 1962, in 80, pp. 281 con tav. S, p.
Si tratta della ristampa, nel formato, composizione tipografica e paginazione ori­ginale, di un periodico divenuto estremamente raro, conoscendosene, anzi, una sola copia integra, quella custodita nella raccolta della famiglia Bargcllesi-Severi. Questa copia, poi considerata dal Bighini completa, è composta di venticinque numeri, con periodicità settimanale, dal 22 marzo al 6 settembre 1798.
Del giornale fu estensore in un primo tempo Giulio Mazzolani, poi ne prese cara un collegio di redattori, che gli impresse un tono piuttosto acceso e radicale, che giunse fino al punto di fare aperta propaganda del culto teofilantropico. Costante preoccupazione dei redattori è anche la penetrazione più larga possibile dei loro scritti, e non rifuggono perciò anche da un cauto uso del dialetto ( mi bisogna che am spiega in Frares, parche al Tuscan am fa spadir i dent ). Il giornale è anche il portavoce del Circolo costituzionale ferrarese, delle cui riunioni dà regolarmente notizia, quasi fino alla sua sospensione, avve­nuta in agosto del 1798 in conseguenza degli ordini del Direttorio cisalpino per tutto il territorio della Bepubblica.
La ristampa del giornale è preceduta da un'ampia introduzione, della quale apprez­ziamo maggiormente quanto attiene in particolare alla situazione ferrarese e all'atteggia­mento dei ceti ferraresi verso la Bepubblica. Le note biografiche copiose, che la corredano, sono utilissime. Cosi pure è utile l'indice dei nomi di persona che ricorrono nel giornale, ma non sarebbe stato male completarlo con uno generale. VITTORIO E. GIUNTELI.*
SILVIO PELLICO, Lettere milanesi 1815-21, a cura di MARIO SCOTTI; Firenze, Locschcr, 1963, in 8, pp. xxxvn-518. L. 6000.
Organica ed interessante si presenta la prima vera e propria raccolta di lettere del Pellico negli anni centrali della sua formazione teatrale ed attività pedagogica e soprat­tutto, s'intende, sensibilità letteraria e politica intorno al Conciliatore: raccolta che lo Scotti ha condotto a termine con dottrina e dedizioue parimenti lodevoli, rendendo possi­bile alto studioso della Restaurazione uno sguardo d'insieme su certi ambienti milanesi particolarmente avanzati e significativi, rispetto ai quali, com'è naturale, la testimonianza del Pellico ai pone ad un tempo quale interpretazione originale e riflesso di tendenze ed aspirazioni assai diffuse. Questa difficoltà' psicologico del Pellico nei inserirsi integral­mente, fattivamente, nel geniale e concretissimo ambiente attivistico suscitato dal Porro e dal Gonfalonieri viene lumeggiata con finezza dallo Scotti, il quale ragiona in proposito lo suggestiva ipotesi, della cospirazione polìtica precisamente come sfogo umano, come soluzioni! sociale di un isolamento che, fra atteggiamenti lette­rari e sincurissimi trasporti del temperamento. Miniava irrigidendosi nella sterilità più squallida. Giacchi" anche la scaturigine del convincimento liberale del Pellico è un senti-