Rassegna storica del Risorgimento

ARCHIVIO COMUNALE DI CERVIA DOCUMENTI; ITALIA NAPOLEONICA
anno <1965>   pagina <255>
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Libri e periodici 255
Capitolo II: Incontro con Thomas Cari vie. Rapporti con lui e con sua moglie Jane. Con­tinue difficoltà finanziarie. Scuola italiana gratuita: fondazione, organizzazione, finanzia­mento. Le istituzioni protestanti itolo-inglesi di Londra e la Christian Alliance . Capitolo III: L'Austria ottiene la sorveglianza della corrispondenza di Mazzini: modalità e consistenza delle notizie trasmesse. Denuncia di Mazzini, Linton e WorccU alla Camera dei Comuni: inizio della discussione. Le reazioni della stampa. Dibattiti parlamentari sui rapporti della Commissione d'inchiesta. Accuse e discolpe sulla responsabilità del sacrificio dei Bandiera. Capitola IV: Nuovi amici : i Taylor, il clan Ashurst, i Miluer Gibson. Àncora della Scuola italiana. Le crisi economiche. The Peoples International Loague : fondazione, programma, consiglieri, attività. Whittington Club . Mazzini lascia Londra per tornare in Italia. Capitolo V: Ritorno a Londra nel 1851. Italia Refugec Fuud Committcc. Difese dell'azione in Italia nel '48-'49. Vecchi e nuovi amici: Holyoake, Masson, i Craufurd. Fricnds of Italy: fondazione, aderenti, programma, attività 18511855. Shilling Subscription . Capitolo VI: Mazzini di fronte alla propa­ganda piemontese e a Garibaldi. Suoi concetti sulla nuova realtà politica inglese. La guerra di Crimea: azione e reazione. Polemica con Urquhart. Emancipatimi of Italy Fund Committcc . Dal 1856 al 1859: propaganda e raccolta di fondi. Gli esuli napoletani in In­ghilterra. Gli aiuti a Garibaldi e le polemiche che ne seguirono. Il Garibaldi Italian Unity Committee. Capitolo Vili Testimonianza di devozione a Mazzini: nuove amicizie, nuo­ve conoscenze, giudizi sulla sua personalità. Accuse a Stansfeld : discussione parlamentare, reazione e azione di Mazzini. Incontro con Garibaldi. La Prima internazionale. Le offerte inglesi per il e Dono patriottico. Appendice: Le offerte inglesi all'Associazione del progresso di Faenza. * * *
Le relazioni diplomatiche fra FAustria e il Regno di Sardegna, serie III: 18481860, a cura di FRANCO VAXSECCHI, voi. HI: 4 dicembre 1849-30 dicembre 1852, voi. IV: 3 gen­naio 1853-27 marzo 1857 (Fonti per la storia d'Italia, 66, 67); Roma, Istituto sto­rico italiano per l'età moderna e contemporanea, 1963, in 8, pp. xvm-369, 337. L. 3500, 3500.
Questi due grossi volumi fon seguito ai due precedenti, curati dal Filipuzzi. di cui abbiamo dato notizia nel n. IV del 1964 di questa rivista, e vanno dalla pace di Milano, o meglio, dal 4 dicembre 1849 alla nuova rottura dei rapporti tra il Piemonte e l'Austria nel marzo del 1857 dopo il rinnovarsi dei violenti attacchi della stampa piemontese in occasione del viaggio in Lombardia dell'imperatore Francesco Giuseppe. La vasta docu­mentazione, dovuta alla ben nota perizia di Franco Valsecchi, proviene nella maggior parte dai vari fondi dell'archivio di Casa e di Stato di Vienna (a dire il vero, alcuni carteggi son di già comparsi in due opere, se non erro, dell'insigne studioso), ma sono integrati da atti emanati dal Gabinetto imperiale, dal ministro degli Interni e dalle autorità di polizia e son completati (ciò che assai conta) da materiale riguardante le relazioni con le altre Potenze, e in particolare le Potenze occidentali e la Prussia, in quanto ebbero in­terferenze nella situazione internazionale e in quella interna dell'Austria e del Piemonte, sicché all'intelligente lettore non solo e offerto un quadro ampio e sicuro degU eventi, ma gli è dato per giunta di cogliere appieno l'azione esercitata dall'Europa sull'Italia e dalla Italia sull'Europa in uno dei momenti più delicati e pia decisivi della storia della nostra unità nazionale.
La pace, firmata il 9 agosto del '49, aveva, si, coneluso la guerra con la disfatta del Piemonte, ma non aveva punto sanato i contrasti tra le due Potenze, tant'fe che il trattato incontrò dapprima alla Camera piemontese la piena disapprovazione e solo dopo il famoso proclama di Mouculieri t la formazione di un nuovo parlamento fu possibile all'avveduto d'Azeglio in perfetto accordo con il giovane Re, di temperare gli animi soverchiamente accesi e di ottenere non solo l'accettazione del trattato, ma la possibilità d'instaurare a grado a grado un rinnovamento politico, morale e finanziario dello Stato depresso. Ma il principe Felice di Scbwarzenberg, presidente del Consiglio viennese e ministro degli esteri