Rassegna storica del Risorgimento

ARCHIVIO COMUNALE DI CERVIA DOCUMENTI; ITALIA NAPOLEONICA
anno <1965>   pagina <257>
immagine non disponibile

Libri e periodici 257
tolichc, ma erano, per di più, un gravissimo attentato al potere del Papato. E a inasprire vieppiù la discordia eoa Vienna contribuì, alcuni mesi dopo, la morte del Santarosa, mi­nistro del commercio e dell'agricoltura, cui segui l'arresto dell'arcivescovo di Torino Fran-soni per essersi opposto alla somministrazione dei Sacramenti, tonto invocata dal morente prima del trapasso. Il provvedimento diede motivo a Torino a spontanee clamorose mani­festazioni popolari di consenso, ma l'Apponyi, in accordo eon il suo ministro, accusò il governo di arbitrio e di persecuzione. La reazione della stampa, cui si associarono stavolta anche lo Legazioni straniere, fu immediata e unanime. Tra l'altro, l'Opinione, diretta dal Bianchi Gìovini, in due articoli infamanti ai scagliò non solo contro il governo imperiale e alcuni generali austriaci, ma anche contro la Legazione viennese che egli definì promotrice di una cospirazione austriaco reazionaria e gesuitica. Al giornalista il d'Azeglio fu costretto ad infliggere, in seguito olle insistenti pressioni dell'Apponyi, una duro punizione (l'allontanamento do Torino, che per altro fu di breve durata). Ma, a dire il vero, il che forse da molti è ignorato, il ministro dovette cedere per una ragione assai più grave, per aver cioè il Bianchi vilipeso la persona del Pontefice. *)
B Cavour, che nel frattempo era succeduto al Sontarosa nel ministero del commercio, dell'agricoltura e della marina, cui diede prestamente un insolito avvio svecchiando il materiale e i sistemi amministrativi e sanando vecchie magagne, il 19 aprile del 1851, con la nomina del Nigro ad ambasciatore a Parigi, cumulò anche interinalmente il portafoglio delle finanze, alle quali diede pure un nuovo felice avvio con il riordinamento delle imposte dirette e con un'abile e fruttuosa amministrazione delle entrate e delle uscite. E cominciò così a prendere nel gabinetto una certa prevalenza, la quale si accrebbe, scontentando parecchi collcghi (ne risentì anche, sia detto con sincerità, lo stesso d'Azeglio) quando 3. 5 febbraio del *52 difese alla Camera il disegno di legge sulla stampa con tanto calore e acutezza di argomentazione da ottenere i frenetici applausi non solo della Sinistra, ma pur delle tribune zeppe di spettatori. Con triste meraviglia e con gran dispetto déU'Apponyr, presente olla seduta, a cui pochi giorni primo il Menabrea aveva promesso che con quello legge si sarebbe fatto un passo sulla via della resipiscenza, Cavour sostenne che le leggi per la repressione della stampa eran più. nocive che dannose e che alle loro manchevo­lezze doveva provvedere il buon senso e che in quei giorni in cui il paese era travagliato da tanti gravi problemi dovevasi dar tregua ai dissensi ed unirsi tutti sul terreno dello costituzione, della libertà e di un saggio progresso . Fu un trionfo. E di qui il suo accosta­mento ai caporioni della Sinistra, l'accordo con Rattazzi (il così detto connubio, che l'Ap­ponyi giudicava una semplice manovro parlamentare, che non avrebbe avuto fortuna, dato il temperamento del Cavour, troppo leggero e temerario e, per giunto, troppo spinto dalla smania di dominare ), la sua uscito dal ministero, le successive dimissióni del d'Azeglio, impotente ormai a reggere il governo per l'imperfetta fusione dei suoi membri, e il richiamo del Cavour, che formerà il 3 novembre dello stesso anno li suo primo ministero, detto il grande ministero conservando per sé il portafoglio delle finanze. Cominciò così la sua attività febbrile e senza posa, mettendo in atto il suo reoli­smo economico audace e innovatore, che egli però attuò a gradi e con sapiente opportunità, avendo dì mira, in ogni innovazione, sempre il primato giurisdizionale dello Stato e subordi-
l) Sul ministro Siccardi, credente praticante, ma strenuo difensore dei diritti dello Stato, è uscito testé uno studio, condotto con lodevole imparzialità e con sicure informa­zioni, di Cesare Magni. E pubblicato dalla Cedam di Padova col titolo: Variazioni Subal­pine, Circa lo questione Fransoni mi por opportuno ricordare la versione dei fatti dataci fin dal 1864 do F< SABA CENO, Vita del cav. Phtro do Rossi di Sontarosa. Vedi sulla mancato somministrazione dei Sacramenti e sull'atteggiamento del Fransoni MARIA FRANCA MBWANO, il caso Fransoni e la politica ecclesiastica piemontese 1848" 1850, Bontà, TJinverata gregoriane, 1964, p. 139 e sgg.