Rassegna storica del Risorgimento

ARCHIVIO COMUNALE DI CERVIA DOCUMENTI; ITALIA NAPOLEONICA
anno <1965>   pagina <261>
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Libri e periodici
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Bario, a determinare in modo definitivo l'orientamento dell'Inghilterra di fronte al co­stituzionalismo piemontese: Esso favorisce e affretta l'accettazione britannica del libe­ralismo cavouriano pur inquietante in certe sue manifestazioni preludenti al " con­nubio " come qualche cosa di ormai assolutamente distinto e non di rado contrario al costituzionalismo di strotta osservanza conservatrice, ebe nell'estate del 1848 la Gran Bretagna aveva sostenuto appunto nella persona di Ottavio di Revel ora criticato per i suoi principi protezionistici e per i suoi attacchi "privi di misura" al Cavour; come qualche cosa di distinto anche dal costituzionalismo azegliano, ben intenzionato, diritto e limpido come il carattere personale del sempre apprezzato e stimato presidente del Consiglio, ma privo dell'intensa fede,della prepotente volontà del Cavour di agire secondo il "metodo della libertà ", che si impongono agli osservatori britann ici fino a placarne dubbi e perplessità . U saggio di L. Elda Funaro, Cavour e le relazioni fianco-sarde dopo il due dicembre, offre un panorama dettagliato delle immediate reazioni degU ambienti torinesi al colpo di stato del principepresidente, come primo passo verso un tentativo di individuare, nel generale clima controrivoluzionario succeduto al 2 dicembre, i motivi di base e le ragioni contingenti di quell'avvicinamento del Piemonte alla Francia che si concluderà poi a Plombièrcs . Le varie tendenze dell'opinione pubblica liberale e moderata e dei circoli governativi sono messe in luce in tutta la complessità dei loro moventi,, così come è ben colto il nesso fra realismo politico e convinzioni ideale.
Paolo Tournon, ne La fine de Il Risorgimento , ha chiarito, sulla scorta di al­cune lettere inedite di Cavour, Pier Carlo Boggio, Cesare Alfieri e Luigi Bolmida, certi aspetti poco noti o ancora sconosciuti della morte del giornale che per vari anni aveva costituito la principale piattaforma pubblicistica del conte. Mentre Marius Hudrcy, nel suo Cavour et Charvaz (1852-61), ha pubblicato e annotato un'ampia corrispondenza dell'arcivescovo di Genova con Cavour e con altri nomini politici subalpini, quali Cesare Alfieri e il conte di Sambuy. (Si ricordi, a proposito di quest'ultimo, che il medesimo Hudrey ha or non è molto pubblicato la Correspondance de Manfredo Bertone, comtc de Sambuy, Ministre plénipotentiaire du Gouvernement Sarde auprès du Saint Siège (nov. 1851 nov. 1852), à Monseigneur André Charvaz, ancien précepteur du Roi Victor Emmanuel II, in Chiesa e Stato nell'Ottocento. Miscellanea in onore di Pietro Pirri, Padova, Editrice Ante­nore, 1962, voL I, pp. 327-354). Non si tratta di lettere di interesse eccezionale; nel com­plesso, tuttavia, contribuiscono a chiarire vari particolari di episodi quali la crisi ministe­riale del 1852, l'affare del tempio protestante di Genova, la nomina di monsignor Sola a vescovo di Nizza e le sue conseguenze sui rapporti fra Chiesa e Stato in Piemonte, l'annes­sione delle Legazioni, la missione di padre Passaglia a Torino.
L'ex-ambasciatorc di Gran Bretagna a Roma, Ashley Clarice, ha delineato i rapporti fra Cavour e Hudson (1855-60), in un breve e vivace scritto, che Ottavio Bariè ha arric­chito di un'appendice di 20 lettere, provenienti dagli archivi di Santcna e di Torino, in­dirizzate da Hudson a Cavour ed a Giuseppe Massari, lettere che, tra l'altro, consentono di meglio conoscere la simpatica personalità di Uno dei più entusiastici patiti della causa nazionale italiana e della politica cavouriana. Luciana Frassati ha contribuito alla miscellanea con la pubblicazione di novo lettere di Cavour a Salvatore Pes di Villamarina, fra l'ottobre 1856 e il luglio 1860. Guido Quazza ha puntualizzato sagacemente, anche sulla scorta di un nutrito scambio di lettere, da lui pubblicate in appendice, fra Cavour, Emilio e Giovanni Visconti Venosta, l'attività di Visconti Venosta commissario di Cavour presso Garibaldi (1856). La raccolta si chiude con l'apporto di una singolare figura di stu­dioso dilettante, scomparso alcuni anni or sono, e affettuosamente rievocata da Alessandro Passerài d'Entrfcves: R. N. Carew Huut, funzionario del Forcign Office. Si tratta di 8 lunghe ed interessanti lettere, precedute da una breve presentazione dello stesso Carota Hunt, di Francois Marcet, fisico e uomo politico ginevrino, amico intimo di Auguste de la Rive e caldo ammiratore di Cavour, ch'egli certamente conobbe, per mozzo appunto del de la Rive. Le lettere, indirizzate dal Marcet alla sorella Sophie ed al marito di questa, Edward Romilly, vanno dal marzo all'ottobre 1859, epoca in cui egli compì un viaggio attraverso l'Italia che lo portò da Torino a Roma, a Napoli, in Sicilia, e poi, sulla via del