Rassegna storica del Risorgimento

ARCHIVIO COMUNALE DI CERVIA DOCUMENTI; ITALIA NAPOLEONICA
anno <1965>   pagina <262>
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Libri e periodici
ritorno, a Milano, a Bologna, a Firenze, a Fisa. Osservatore attento e partecipe, Marce* consegnò, in queste lettere, una testimonianza viva e di notevole fascino sulle condizioni dell'opinione pubblica delle varie regioni italiane da Ini attraversate, proprio in uno dei momenti più decisivi del processo di unificazione, come pare vivaci brevi ritratti di emi­nenti uomini politici da lui incontrati via via, a cominciare dallo stesso Cavour, per pas­sare poi a Farmi, Leonetto Cipriani, RicasoH. ALBEHTO AQUABONE
Atti del Convegno Internazionale sul tenta: Il Risorgimento e l'Europa (Roma, 28-31 ottobre. 1961); Roma, Accademia Nazionale dei Lincei, 1964, in 8, pp. 254. L. 3.000.
Non si può dire che, nel loro complesso, le pur pregevoli relazioni contenute nel pre­sente volume, il quale ba visto la luce a notevole distanza di tempo dal convegno di studi cui si riallaccia, offrano un contributo di rilevante originalità agli argomenti che vi sono affrontati e dibattuti. Si tratta, tuttavia, di sintesi e di messe a punto utili e a volte sti­molanti che meritano, specialmente in. alcuni casi, di essere conosciute e tenute presenti.
La raccolta si apre con una relazione di carattere generale di F. Valsecchi su La formazione dell'unità italiana nella storia d'Europa: giro d'orizzonte equilibrato, che ha inoltre il pregio di una cristallina chiarezza, nel quale i vari aspetti del problema sono co­munque più esposti con lucidità che approfonditi in tutta la complessa ricchezza della loro tematica.
Ad un breve saggio di A. Otetea, Il Risorgimento e l'unione dei Principati danubiani, segue un denso studio di L. Salvatorelli, Roma e la questione romana nella politica europea del secolo XIX, continuazione e rielaborazione originale di una serie di preziosi contributi offerti precedentemente dall'autore, in varie occasioni, a questo settore d'indagini. E un saggio di grande impegno, incisivo e brillante, nel quale la capacità di cogliere sintetica­mente l'essenziale si accompagna a quella, non meno felice, di ricostruzione puntuale, ma mai pedante, degli avvenimenti. Il quadro d'insieme che ne risulta è senza dubbio fra i più penetranti e convincenti.
La relazione di L. Girard, Le Second Empire et l'unite italienne, offre alcuni spunti interessanti per la valutazione della contraddittoria personalità di Napoleone 111; nel complesso, tuttavia, essa pecca, per lo meno nella forma in cui è stata pubblicata, di nna certa quale eccessiva stringatezza, di modo che vari problemi, che pure dovrebbero esser considerati di notevole importanza per il tema proposto, rimangono nell'ombra o non sono neppure accennati. Completamente trascurata, fra l'altro, è la questione dello atteggiamento dell'Imperatore nei confronti dell'unità italiana dopo l'avvenuta unifi­cazione del 1860-61. Nel suo intervento sulla relazione di Girard, il Godechot ha affermato, concludendo, che il apparait bien qu'en 1859-60, contrairement à une opinion lèpanduc, Napoléon III n'a rien fait pour empccher ou rctardcr Funification italienne, et s'est, au contraire, efforcé de la facilitar , A parte la considerazione che, allo stato attuale degli studi, un'affermazione del genere appare per lo meno un tantino troppo drastica, dando per inequivocabilmente risolto un problema che presenta tuttora parecchi lati oscuri o dubbi, resta il fatto non di poco conto anche per una più adeguata valutazione dello atteggiamento di Napoleone III negli anni crociali del compimento dell'unità italiana che l'Imperatore, all'indomani stesso della realizzazione di quest'ultima, non esitò ad impostare, o a tentare di impostare una politica, ohe aveva per base la disgregazione del nuovo regno unitario. Preoccupazioni non lievi, negli ambienti politici italiani, aveva destato come riferisce M.uic Rai,lazzi (Rattazxi et son temps Doeuments inèdite. Corres-pondance. Souvenirs intitnes, Paris, 1887,1, 641), la brochure di La Gueronnicre, che in tanti casi era già stato l'interprete delle concezioni imperiali, L'Europe et la Papauté, nella quale era stata propugnata la necessità di un congresso che provvedesse alla questione italiana su nuove basi, e cioè una confederazione fra un regno dell'Italia settentrionale, un regno dell'Italia meridionale ed il Papato. Nell'estato-autunno del 1862 non erano mancate a Francesco Arese amico e confidente di Napoleone III, altre preoccupanti informazioni: E a Parigi riferisce in proposito il suo biografo par ohe si fosse