Rassegna storica del Risorgimento
ARCHIVIO COMUNALE DI CERVIA DOCUMENTI; ITALIA NAPOLEONICA
anno
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1965
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pagina
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274
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274 Libri e periodici
appagamento di interessi, udite 1 Un coro s'innalza dalla profondità della vostra storia. Va pensiero... Qual tristezza e dolcezza ! Qua! solennità e intimità di dolore 1
E l'interesse che ispira quel canto?
gente che cerca la Patria.
È classe che cospira?
È un popolo, tutto un popolo, il popolo italiano, che piange .
PIERO ZAMA
Gabriele d'Annunzio combattente nella grande guerra (1915-1918). Documenti e testimonianze raccolti da SAVERIO LAREDO DE MENDOZA; Milano, Impresa editoriale italiana, 1964, in 8<>, pp. 516, ili. 45. L. 3000.
Anche dal titolo si rileva il carattere sostanzialmente biografico, per non dire autobiografico, dell'opera, giacché il compilatore lascia parlare quasi in ogni pagina il Poeta-soldato con le sue lettere, i suoi discorsi, i proclami, i messaggi, i motti celebri e via dicendo.
Ma comunque si voglia definire il volume sotto l'aspetto formale, esso rappresenta intenzionalmente e di fatto un invito a ricordare, un monito a rivivere spiritualmente quei costumi (chiamiamoli costumi, ma il termine non è esatto) quei costumi di vita che dominarono in un certo momento della nostra non remota storia, costumi dei quali non pochi di noi i più anziani di oggi e già studenti o poco pia di ieri furono quanto meno testimoni, quando non furono in qualche misura partecipanti: plaudenti molti, riluttanti i meno ed ostili i pochi; e questi ultimi se non ci inganniamo ostili non tanto per virtuoso pensare quanto piuttosto per freddo sentire.
Dal titolo si può altresì dedurre che il libro non può offrirci novità. E difatti come viene dichiarato espressamente si tratta di una scelta di scritti già apparsi nei tre volumi I commentari della prodezza* editi fra il 1930 ed il 1934, dei quali lo stesso D'Annunzio, nell'usato stile, ebbe a compiacersi.
Nò possono considerarsi novità le aggiunte apportate a tale documentazione, e cioè le relazioni ufficiali delle imprese di guerra di cui fece parte il Poeta, poiché le relazioni medesime videro la luce nel 1931 a cura dell'Ufficio storico del Ministero della Marina.
Tuttavia questo passato dannunziano che non può avere rivelazioni nuove, questo passato che non pochi amano considerare come passata esaltazione, può destare anche in qualcuno che l'ha vissuto una impressione non meno forte di certe sorprese del presente, e può svegliare sentimenti che appunto perchè ritenuti morti e sepolti, hanno acquistato apparenza di nuovi e quindi possibilità di tormento, di ansie e di passioni in questo medesimo tempo nostro terribilmente distratto da dottrine economico-sociali, da scoperte, da imprese e perchè no? da musiche cosi diverse.
Forse in questa possibilità di inserirsi nel presente è la ragione e la speranza da cui è nato il libro, il quale come viene dichiarato è una attestazione di immutata fede che Saverio Laredo de Mendoza rinnova al suo Comandante.
Un esame del libro per quel che riguarda la sua intrinseca composizione, l'ordinamento ed i criteri di scelta è presto fatto.
Sin dalla prima pagina la dedica del compilatore è il suggello dello stile e dello spirito. Essa suona in questi termini: ALL'EROE CHE PORTA UNA CROCE / ALL'ASCETA CHE
IMPUGNA UNA SPADA / QUESTO LIBRO DELL*INTREPIDO SANGUE / CONSACRO.
Seguono nell'ordine cronologico e distinti in dieci capitoli i documenti, che accompagnano le gesta, da quelle che furono chiamato le prime missioni di guerra a quelle che rifulsero nelle giornate di Vittorio Veneto.
Siamo davanti ad un panorama vasto e ricco, cui sovrasta un cielo abbagliante: ci viene offerta una documentazione che non può a meno di essere accettata nel suo valore storico, ma che è altresì spettacolo, tanta è la potenza del linguaggio in quei documenti, tanta è la drammaticità epica con la quale la gesta viene ingigantita, e tanto sfarzosa è la scenografia a etti viene chiesto concorso di colori e di luci.