Rassegna storica del Risorgimento

ARCHIVIO COMUNALE DI CERVIA DOCUMENTI; ITALIA NAPOLEONICA
anno <1965>   pagina <275>
immagine non disponibile

Libri e periodici 275
Superfluo riferite in dettaglio su tatti i momenti che la documentazione "viene a mano a mano celebrando. Per una costruzione a grandi linee basti citare, nell'ordine di tempo, i voli con Giuseppe Miraglia, i voli col capitano Beltramo su Trento, l'incidente di volo e la seguita cecità, i colloqui con Giovanni Bondaccio, i combattimenti del Vclifci e del Faiti, i voli con l'8a squadriglia Caproni, l'azione su Pola, l'impresa di Cattaro, la beffa di Buccari, il volo su Vienna, ed ancora il volo su Trieste coi messaggi della vittoria.
Gesta conosciute, si potrebbe dire; gesta già celebrate.
Sia pure; ma non si consideri superflua od anacronistica oggi la rievocazione anche se all'intorno non mancano gli spazi sordi.
Bisognava ricordare; e ciò è dichiarato nel libro stesso, perchè ricorre il centenario della nascita del Poeta. E chi potrebbe dire che ciò non sia doveroso e giusto?
Ma vicino a quelle parole del dichiarato omaggio celebrativo* noi ne abbiamo ascol­tato, preferendole quasi, altre non dette che suonano invito e richiamo a ripensare, a ri­considerare, a rivalutare ed in sostanza a comprendere: a comprendere non diciamo in più larga misura, ma meglio, molto neglio, più serenamente e misuratamente, superando le leggende e cercando la storia dell'uomo e del suo tempo. Un uomo d'eccezione e quindi difficile; un tempo d'eccezione e quindi complicato. Ma dell'uno e dell'altro possiamo e dobbiamo ricordarci a nostro vanto, trascurando i frastuoni retorici, e riconoscendo l'ab­bondante motivazione.
Nel mutare dei tempi possono mutare ed anche scomparire talune forme del rito; non la fede. E pertanto le pagine dannunziane che qui hanno avuto così amorevole e devota esposizione debbono essere ascoltate come pagine di una fede, al di fuori delle polemiche che letterati e storici volessero tenere accese nei riguardi del poeta, del soldato e dell'uomo. Pagine di una fede nella quale gli Italiani di ogni età debbono trovarsi con­cordi e riconoscersi. PlBR0 ZAMA
ANGELO GATTI, Caporeuo: dal Diario di guerra, inedito (maggio-dicembre 1917), a cura di AUBEBTO MONTICONE; Bologna, Il Mulino , 1964, in 8, pp. ixvni-477, L. 5000.
A tutti quelli che si sono più o meno occupati della storia della prima guerra mondiale il nome del Gatti è noto per i volumi. Uomini e folle di guerra. Nel tempo della tormenta. Tre anni di -vita militare italiana. La parte dell'Italia, Rivendicazioni', sono i volumi nel quale egli raccolse molti articoli di storia militare e di meditazioni sugli avvenimenti della guerra. Volumi scritti con acume, con scioltezza di esposizione e che si leggono molto volentieri.
Ufficiale per tradizione militare e letterato per vocazione, dopo la morte della gio­vane moglie (1927), si dedicò espressamente alla letteratura dando luogo ad una vasta produzione. Ma il desiderio suo piò grande era quello di scrivere la storia di Caporetto; e quindi cominciò a raccogliere pazientemente testimonianze e documenti, attraverso conversazioni e corrispondenze coi protagonisti ed accumulò un materiale assai vasto e di primo ordine. Mancava solo una fonte essenziale, e cioè la documentazione ufficiale dell'archivio dell'alloro Ministero della guerra. La Commissione parlamentare incaricata dell'inchiesta su Caporetto, e la cui relazione, in tre volumi, venne pubblicata nel 1919, aveva potuto consultare quella documentazione e interrogare gran numero di autorevoli testimoni. Ma i nomi di questi non erano stati indicati, e non era stato pubblicato il pre­zioso materiale del Ministero. Perciò l'A. nel novembre 1925 fece compiere dal generale Cadorna un sondaggio presso Mussolini per informarlo della sua intenzione di scrivere la storia di Caporetto e quindi ottenere il desiderato permesso alla consultazione dei docu­menti. In un primo momento Mussolini non solo non oppose difficoltà, ma esortò l'A. a scrivere tale storia a giudicando opportuno che essa fosse da tutti esattamente cono-scinta . Però non molto tempo dopo il Capo del governo aveva cambiato idea e comunicò all'A. di aver ripensato alla cosa e di non poter accordare quel permesso. Evidentemente il cambiamento era avvenuto in seguito alle obiezioni fatte dal Ministero della guerra, E molto probabilmente le stesso obiezioni hanno impedito la pubblicazione di un vecbio