Rassegna storica del Risorgimento
LIBERALI ; TOSCANA ; CAPPONI GINO
anno
<
1919
>
pagina
<
255
>
Il Ministero Capponi e il tramonto del liberalismo toscano nel y48 255
rimediare al male commesso nel fine del bene. Più. che l'essenza dell'articolo della Patria, la Rivista attaccava il fatto dì avere quel periodico, sostenitore dell'ordine e del diritto d'autorità, attaccato e l'ordine e l'autorità costituite. Come mai - domandava la Rivista -che la sovranità, risiedendo in tutti e ciascuno secondo il Ministero che debba adempiere, avendone diritto e dovere, si viene ad escludere dal-Puso di codesto diritto e di codesto dovere quell'autorità in cui si va, più .concentrando ? La ragione andava trovata per questo periodico nella sconnessione che esisteva fra le varie classi dello Stato per cui i rappresentati non avevano inteso i rappresentanti né questi quelli: ed in ultima analisi i peccati della gente toscana si riducevano a non avere capito, che cosa fosse un governo rappresentativo. Venendo poi a combattere la tesi sostenuta dalla Patria, sulla questione dei circoli e specialmente sul diritto di intervenire nelle pubbliche assemblee dei rappresentanti del Governo, la Rivista: mentre yó-j gliamo usare di tal diritto - notava - vogliamo poi eseluderne non mica semplici cittadini... ma cittadini insigniti, di una autorità, cioè dove la sovranità non è più un concetto astratto, ma un concetto concreto... Si vogliono i circoli politici per illuminarci in tutto quello che concerne cognizione ed esercizio de' diritti e de' doveri di sovranità... e si vuole escludere dall'intervenire a tali circoli, .y* uno che rappresenti personalmente la sovranità, cioè la legge *w conchiudeva: Noi siamo convinti che fino a tanto ohe tutti, i rappresentanti ed i rappresentati, non sentiremo in noi egualmente ripartita e coordinata non solo, ma intimamente identificata la sovranità e perciò la legge, non avremo conchiuso nulla e saremo sempre bambini costituzionali, se volete, ma sempre bambini ! '
La Patria comprese la lezione e forse anche senza bisogno delle parole della Rivista avrebbe egualmente veduto l'errore di avere offerto ai nemici del Ministero un nuovo fianco scoperto. Corse ai rimedi il giorno dopo la pubblicazione dell'articolo incriminato : il 4 ottobre infatti, ragionando della situazione politica generale italiana, scriveva : I Governi non possono attendere pienamente ai preparativi di guerra, quando si vedono costretti a difendere la quiete interna contro i perturbatori. Ma i cittadini non divengano, né diventeranno suoi soldati, se si lacerano scambievolmente, se stanno a scrivere frasi e spesso calunnie invece di far gli esercizi militari .' E
1 ffiìrita Indrpmdenm, 11.9, 5 ottobre 1848. la Patria, II, 96, 4 ottobre 1848.