Rassegna storica del Risorgimento

AUSTRIA-UNGHERIA RELAZIONI MARITTIME CON L'ITALIA 1913; GERMANI
anno <1965>   pagina <326>
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Mariano Gabriele
stato posto allo studio dagli Stati Maggiori della Trìplice dopo il 1902, mentre la convenzione navale italoaustro-germanica del 5 dicembre 1900 non assicurava alla Marina italiana il concorso delle flotte amiche nei mari minacciati. *) L'ultimo rinnovamento della Triplice, avvenuto il 5 dicembre 1912, imponeva d'altronde, in sede tecnica, un aggiornamento della vecchia convenzione navale del 1900: della quale necessità il governo italiano e lo Stato Maggiore della Marina pensarono di servirsi, per conse­guire il massimo vantaggio possibile.
Come noto, i rapporti tra gli alleati della Triplice, nei primi mesi del 1913, non potevano certo definirsi fiduciosi e cordiali,2) specialmente dopo il richiamo a Vienna, nella carica di Capo di S. M., del generale Conrad von Hdtzendorf, che non aveva mai fatto mistero dei suoi accesi senti­menti antiitaliani 3> e che rioccupava il suo posto, da cui era stato dimesso un anno e mezzo prima, riprendendo immediatamente a patrocinare la
*) La convenzione navale firmata a Berlino nel 1900 stabiliva le zone di preminente interesse per ciascuna delle tre potenze contraenti: per la Germania, i mari a nord della Europa; per 1*Austria-Ungheria, tutto l'Adriatico fino al Capo S. Maria di Leuca: per l'Italia, tutto il bacino occidentale del Mediterraneo, dallo Stretto di Gibilterra fino ad ad ima linea ideale congiungente il Capo S. Maria di Leuca con il promontorio cirenaico di Ras et Tin. In ciascuna zona ogni flotta doveva procurare di ottenere il dominio del mare; era prevista la collaborazione tra una zona e l'altra ed era stabilito come dovesse essere esercitata la direzione superiore strategica in relazione al teatro delle operazioni ed all'entità delle forze impiegate in ciascun settore. La convenzione precisava infine la di­pendenza reciproca delle flotte alleate o di reparti di esse, il modo di comportarsi delle unità sorprese fuori zona, la reciproca cessione di navi mercantili, l'utilizzazione reciproca dei porti, le relazioni tra gli alleati, i mezzi di corrispondenza e di segnalazione (dir. il re­lativo Triplocodice, in ARCHIVIO BELL'UFFICIO STORICO SELLA MARINA MILITARE Mini­stero Difesa Marina Roma, cartella 295/1, fase. C. N. 1, prima parte; i fondi di tale archivio saranno da qui in poi eitati sotto la sigla AMR). Il testo della convenzione navale del 5 dicembre 1900 è stato pubblicato da Ducei, Accordi e convenzioni durante la Triplice Allenza, in Rivista Marittima, XVLDZT, marzo 1935, pp. 282-87.
-' li 9 dicembre 1912, quattro giorni appena dopo la firma del rinnovo della Trìplice, il ministro degli esteri tedesco Kirdelen chiedeva al suo collega austriaco, Jagow, di appu­rare se ci fosse del vero nelle voci di segreti accordi italo-russi relativi ai Balcani (Die grosse Politik ier europiiischen Kabinette 1871-1914, Berlin, 1922-26, voi, XXX, pp. 11284-5).
*) appena 1 caso di ricordare come, già nel 1908, alla notìzia del terremoto di Mes-sina, il Conrad scatenasse nei giornali austriaci una violenta campagna c4 stampa per soste­nere che quello era per l'Austria il momento opportuno di sferrare un attacco contro l'Ita­lia e facesse la proposta formale di una tale impresa all'imperatore Francesco Giuseppe e al ministro degli esteri Aorentliai (COKRAD, AUS meiner Dienslzeit 1906-1918, Wien, 1921, voi. I, pp. 138, 379 e sgg., 631. e gg.). E per rammentare soltanto le manifestazioni pio note di ito InfVjliia del generale austriaco, ai tenga presente che le dimissioni, volontarie o imposte, del Conrad (30 novembre 1911) erano state conseguenza anche della sua insi­stente pressione stul'iinparatore e sol ministero degli esteri affinchè l'Austria attaccasse la sua alleata mentre essa era impegnata in Libia: in tale atteggiamento il Conrad agiva in pieno accordo con l'arciduca ereditarlo Francesco Ferdinando (Oesterreich-Ungams Ausscnpolitik von dee bosnischen Krtse 1908 bis zum Kriegsausbruch 1914, Wien, 1930,