Rassegna storica del Risorgimento

AUSTRIA-UNGHERIA RELAZIONI MARITTIME CON L'ITALIA 1913; GERMANI
anno <1965>   pagina <327>
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La convenzione nuvole italoaustrogermanica del 1913 327
guerra contro l'Italia. x> Proprio allora lo S. M. italiano rese noto alla Ger­mania che gli impegni militari dell'Italia in Africa settentrionale non le avrebbero permesso, in caso di guerra, di mandare un'armata sul Reno, come previsto nel memoriale dei tre Capi di S. M. del 28 gennaio 1888, che veniva formalmente disdetto: e tale decisione era subito commentata dal Conrad come una riprova della giustezza delle sue vedute nei riguardi dell'Italia,2) Tanto più difficile a conseguirsi appariva quindi, ai dirigenti della nostra Marina, lo scopo cui tendevano, e cioè quello di precisare, meglio di quanto non fosse stato fatto nella convenzione del 1900, la por­tata del concorso navale cui sarebbe stata tenuta, in caso eli conflitto, la flotta austroungarica. Ovviamente questa continuava a sostenere di dover limitare la sua azione ali*Adriatico, non avendo interessi diretti fuori di quel mare, come più volte era stato dichiarato dall'Ammiragliato di Vien­na. Per ritalia, invece, appariva indispensabile ottenere un intervento effettivo della flotta austriaca nel Tirreno, dove la marina militare francese era in quel momento, da sola, assai superiore in forze alla nostra, e dove tale superiorità si sarebbe fatta schiacciante qualora ai mezzi navali francesi ed fossero aggiunte, nell'eventualità di un conflitto generale, aliquote della Mediterranean Fleet britannica. Pertanto, un rinnovamento puro e semplice degli accordi preesistenti non presentava per noi alcuna utilità e si imponeva, dal nostro punto di vista, l'introduzione di sostanziali mo­difiche a nostro favore, h in questo senso che si svolse, nella prima metà del 1913, l'azione del Capo di S. M. della Marina italiana, resa oltremodo ardua dalla sfavorevole atmosfera politica esistente.
2. Nel gennaio 1913, i dirigenti della nostra Marina si erano affrettati ad approntare uno studio sulla Azione comune delle flotte aliente nel caso di guerra della Triplice, ispirato ai concetti sopra esposti e tale da poter
voi. Ili, pp. 2614, 2809, 2890; Documenta diplomaliques francala 1871-1914, Paris, 1929 e sgg., serie III, voi. I, pp. 227, 252, 310, 378). In data 18 dicembre 1912, l'ambasciatore austriaco in Italia, Mercy, segnalava da Roma al suo ministro degli esteri la notevole impressione suscitata nella nostra capitale dal richiamo del Conrad (Oestemich-Ungoma AuaaenpolUik ecc., ri/., voi. V, p. 4965). Per maggiori particolari cfr. SALVATORELLI, La Trìplice Alleanza, Milano, 1939, passim, dove queste ed altre fonti sono opportunamente utilizzate.
*) Cfr. CONIIAD. op. cit., voi. II, pp. 314 e sgg. e 386 e sgg., ove l'A. sostiene che quello era stato l'ultimo momento propizio per un attacco contro l'Italia con buoc pro­babilità di riuscita. Ancora una volta i suoi piani, appoggiati dall'arciduca ereditario, incontrarono la decisa opposizione dell'imperatore (VON CHLT.IMEC.KY, Ilcrshersog Frana Ferdinanda Wirken und WoUén, Berlin, 1929, p. 138).
2) Fu in tale circostanza che il gen. Conrad deplorò per l'ennesima volta che non si fosse provveduto da tempo a fare i coati con l'infilili alleata, ofr. IMIIIUIAM. Die politi-achen Ceheimvertrugc Ocatertóieh-Ungarna 1879-1914, Wieu-Lcipzig, 1920, p, 299; Die grosse Politìk, ecc., cft., voi. XXX, pp. 11286/88 e SALVATORELLI, op. cit., pp. 458-59.