Rassegna storica del Risorgimento
LIBERALI ; TOSCANA ; CAPPONI GINO
anno
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1919
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E, Passa/monti-
Toscana, sia per gli effetti che. avrebbero avuto luogo in Italia. Non ribellione, ma stupore atono di chi vede avvenire improvvisamente ciò che ha sempre temuto e preveduto, senza potervi porre rimedio. IIQL-Patria si faceva interprete del sentimento del partito: commentando le parole con le quali il gabinetto aveva annunziato alle Camere le sue dimissioni diceva, che esse erano improntate a grande mestizia: Non è la mestizia, - osservava, - dell'ambizioso che perde il potere, ma del virtuoso, che deplora il paese. Questo ministero era il primo veramente costituzionale perchè rappresentava l'opinione della quasi totalità del Parlamento .* Volendo un'ultima volta mostrare alla Toscana con quanta coscienza del male avesse operato l'opposizione capponiana, la Patria esponeva il programma del caduto governo nelle sue più alte idealità: Era conforme, scriveva il foglio del Ricasoli, agli indirizzi deliberati dalle due assemblee: tutta la libertà conciliabile col Principato civile nell'interno, indipendenza e costituzione della nazionalità d'Italia mediante l'unità federale.2 Nell'intenzione di sostenere la memoria del passato ministero, forse anche allo scopo di difendere le proprie dottrine politiche, nell'evenienza di un ministero futuro formato dai suoi redattori, la Patria dimenticava gli errori del gabinetto Capponi e ne poneva in luce le finalità che non aveva potuto mai conseguire, per porre in maggiore risalto il danno fatto al passalo governo del granducato dai suoi oppositori, i quali dall'opinione generale del paese ne erano'indicati successori. Pochi sciagurati, diceva questo periodico, gli hanno invidiato il componimento di tanta impresa ed hanno rapito alla Toscana ed all'Italia il bene più grande nei tempi di risorgimento nazionale, il conquisto dell'indipendenza, il consolidamento della libertà. I repubblicani volevano approfittarsi della sventura delle armi,... nel turbamento universale degli Stati non avrebbero fatto la guerra nazionale, ma la guerra civile, non avrebbero cacciato gli Austriaci, ma i Principi, avrebbero distrutto il Principato, l'ordine pubblico, la libertà.
1 La Patria II, 107, 15 ottobre 1848.
s La Patria IT, 107, 15 ottobre 1848. A questo giornale il Corriere Lioornestf risposo In modi elio non convenivano né alla gravità del momento, né alla generosità del vincitore. H periodico del Guerrazzi qualificò cosi gli uomini dùÈJtyìrfà* ?j che osavano elevarsi ancora fra le mine delle loro dottrine, : Mancanti di parola, pubblicisti senza pudore, voi profanaste sempre il tempio della libertà, uscite, uscite è tempo che il popolo vi scacci . Ed al Salvagnoll regalava i titoli di retrogrado, gambero, nemico della libertà, solo studioso delle cose della Patria jjac vanità, per mestiere e per mezzo d'attrappare un impiego . Corriere Livorneset 204, 12 ottobre 184