Rassegna storica del Risorgimento
AUSTRIA-UNGHERIA RELAZIONI MARITTIME CON L'ITALIA 1913; GERMANI
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1965
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Mariano Gabriele
due flotte, italiana ed austroungarica,, le proposte formulate erano le seguenti:
1) Nel caso di minaccia di concentrazione nemica nel Mediterraneo occidentale o centrale la flotta austriaca deve concorrere alla comune difesa dislocando una frazione delle sue forze non minore delle due principali divisioni di prima linea, nella base italiana che le sarà assegnata nel Tirreno.
2) Nel caso di minaccia di concentrazione nemica verso l'Adriatico, la flotta italiana deve dislocare una frazione non minore delle due principali divisioni di prima linea nelle proprie basi dell'Jonio o in quella adriatica che le sarà assegnata . *)
3. D riassunto sintetico, sopra descritto, dei criteri fondamentali a cui avrebbe dovuto ispirarsi la cooperazione delle flotte alleate della Triplice nel Mediterraneo, inviato al gen. Pollio, Capo di S. M. dell'Esercito, ne riscuoteva il parere favorevole e veniva quindi sottoposto all'esame del re. Nell'attesa che questo primo passo compisse il suo normale iter, lo S. M. della Marina iniziava un esame ravvicinato della forma più. efficace di concorso che la flotta austriaca potrebbe prestare alla nostra, allo scopo di precisarne sia la portata sia le modalità e di potere così nettamente fissare il punto di vista italiano per le future discussioni che potranno aver luogo tra i delegati delle due marine alleate .2) Ne derivò una Memoria n. 1
l) AMR, curt. 295/1, fase. C.N. 2. NcLTinviarc copia dello studio al Capo di S. M. dell'Esercito, in data 28 gennaio 1913, il Capo di S. M. della Marina così commentava: II rinnovamento della Triplice mi ha suggerito l'opportunità di prendere in esame l'antica convenzione marittima per l'azione comune delle tre flotte alleate. I mutamenti verificatisi nei diversi fattori di potenzialità navale mi hanno indotto ad analizzare il problema della comune azione in base alle condizioni odierne. I risultati di tale analisi hanno manifestato la conseguente necessità di stabilire meglio i principi di massima su cui debbono basarsi le modalità delle convenzioni marittime in modo che venga assicurata l'efficacia della mutua cooperazione in ogni circostanza ed in coerenza alle odierne condizioni. Mi onoro pertanto di rimettere all'È. V. i criteri ai quali riterrei necessario attenersi e l'ordine di idee che in merito alla questione dovrebbe essere sostenuto, con preghiera di volermi esprimere il parere di V. E. in proposito. Qualora questi criteri di massima incontrassero anche Vapprovazione di V. E., potrebbero servire quali direttive per lo sviluppo dello studio completo (le parole in corsivo sono aggiunte a mano, di pugno del Capo di S. M. della Marina: AMR, ibidem).
) AMR, cart. 295/1, fase. C. N. 3. Jncidcn tal mente, gioverà rammentare come nel primo trimestre del 1913, mentre si svolgevano questi preparativi della conferenza per la convenzione navale ancora soltanto allo stato di progetto, la situazione politica tra l'Italia e l'Austria andasse deteriorandosi sugli scogli della politica balcanica; e sebbene il San Giuliano, nelle sue dichiarazioni alla Camera del 22 febbraio, insistesse sull'idea che la Triplice doveva essere avvivata e fecondata da intimi e fiduciosi rapporti tra gli alleati ed affermasse ottimisticamente che le relazioni italo-austriache erano molto intime e cordiali a, in realtà i reiterati tentativi dell'impero austro-ungarico di intervenire nel