Rassegna storica del Risorgimento
AUSTRIA-UNGHERIA RELAZIONI MARITTIME CON L'ITALIA 1913; GERMANI
anno
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1965
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pagina
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331
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La convenzione navale italo-austro-germanica del 1913 331
a S. E. il Capo di Stato Maggiore della Marina circa il modo come si pre~ senta il problema di una cooperazione della flotta austro-ungarica, datata 28 marzo 1913, i cui ponti essenziali erano i seguenti:
a) probabile nemico: identificato nella Triplice Intesa;
6) compito dell'Italia: localizzato contro la Francia e tale da esigere la cooperazione austriaca;1)
e) obiettivi marittimi della Francia nel Mediterraneo: obiettivo marittimo principale localizzato contro I" 1 talia,2> obiettivo marittimo secondario localizzato contro la Germania, in relazione ai progettati tra-
conflitto balcanico ai danni dell'elemento slavo ripetuto sollevamento della questione albanese, velleità di dimostrazioni navali contro il Montenegro, ecc. avevano inasprito i rapporti tra Roma e Vienna per il riliuto dell'Italia di partecipare all'azione anti-serba nel senso desiderato dall'AustriaUngheria (cfr. SALVEMINI, op. cit., pp. 19196).
') ... considerando naturalmente come nostro teatro di guerra marittima il solo Mediterraneo, l'Italia si troverebbe di fronte la flotta francese del Mediterraneo: e partendo in massima dal concetto che la dichiarazione di guerra sarà fulminea e non darà tempo all'Inghilterra di richiamare la sua equadra dai Mediterraneo nelle acque metropolitane, si deve ammettere che alla squadra francese sarà aggregata anche quella inglese del Mediterraneo, che compenserà in larga misura i vuoti che nella flotta francese del Mediterraneo potranno manifestarsi in seguito alla dislocazione di alcune sue navi a difesa delle sue coste atlantiche, nonché dei principali centri marittimi del suo impero nord-africano. La forte estensione e la speciale giacitura delle coste italiane, messe a confronto con la limitata distesa e la eccentrica postura delle coste austriache in Adriatico, danno subito rilievo alla circostanza di fatto indiscutibile che (ove ciascuna alleata si mantenesse in potenza nelle proprie acque territoriali) il massimo sforzo per fronteggiare la flotta francese verrebbe a gravare sull'Italia, ed il minimo sforzo (che potrebbe eventualmente diventare anche nullo) sull'Austria. Da qui trae origine il concetto che la nostra alleata orientale possa e debba concorrere nella massima misura alla grande guerra marittima, fuori dai ristretti confini dell'Adriatico: giacché ove l'Austria non accedesse al concetto di una completa cooperazione delle Bue forze navali con le nostre, essa rischierebbe di vedere la Francia, vincitrice contro la flotta nostra isolata, rivòlgersi poi all'Adriatico per assalirvi a sua volta la flotta austriaca, la quale in tal caso dovrebbe sostenere da sola tutto l'urto della flotta francese. La cooperazione austriaca pertanto non è solo di vitale importanza per noi italiani, ma anche per la stessa Austria nel suo proprio interesse, a prescindere dall'intesa generale della Triplice Alleanza . AMR, cart. 295/1, fase. C. N. 3.
2) e... appare evidente come hi flotta francese del Mediterraneo debba avere come principale obiettivo la flotta, e le coste italiane del Tirreno. Quivi il nostro paese accentra i nuclei più importanti della sua vita nazionale ed industriale: quivi esso è più vulnerabile ai colpi dell'avversario; quivi ancora esso ha, a breve distanza dal mare, la sua capitale. L'intera costiera ligure guarda le spalle ed assicura il rifornimento alla vasta regione lombarda e piemontese; e il nostro esercito operante sulla frontiera francese sarebbe paralizzato nelle sue mosse, ove il dominio della Cornice e dei porti di Savona e di Genova non fosse assolutamente garantito all'Italia. A questo proposito giova notare che i punti litoranei, commercialmente, industrialmente e politicamente vulnerabili, sono assai più numerosi in Italia che sulla breve costiera che dal Capo Mortola si stende a Perpignano: onde il maggior stimolo da parte della flotta francese di operazioni contro le nostre coste, o l'obbligo impellente da parte nostra di ridurla all'impotenza. Considerando l'ini portanza di tale assioma, sembra logico arguire che il primo obiettivo della flotta francese sarà rivolto contro la nostra flotta e contro le costa tirreniche, anzi che contro lo lontane coste orientali dell'Adriatico, la cui padronanza non gioverebbe alla Francia per paralizzare la vita interna e le operazioni vitali della Duplice Monarchia. Intanto, la Triplice Alleanza non potrebbe