Rassegna storica del Risorgimento
AUSTRIA-UNGHERIA RELAZIONI MARITTIME CON L'ITALIA 1913; GERMANI
anno
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1965
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333
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La convenzione navale italo-austro-germanica del 1913 333
/) possibile intervento della flotta russa del Mar Nero: costituirebbe una grave minaccia, da non sottovalutarsi; *)
g) obiettivo principale degli alleati nel Mediterraneo: la distruzione della flotta francese, che non solo frustrerebbe tutti gli obiettivi mediterranei della Francia, ma esporrebbe anche a gravi offese i possedimenti africani del nemico.2)
sommergibili. Le costruzioni italiane non potendo in alcun modo sperare di uguagliare, né per numero di unità, ne per epoca di approntamento, con le costruzioni della sorella latina, ne deriva che in un prossimo futuro la flotta francese del Mediterraneo sarà tal-niente superiore alla nostra, da rendere molto arduo, e forse impossibile per noi, se soli, il conseguimento della vittoria. Dallo stesso specchietto risulta ancora che in un prossimo futuro la flotta francese sarà equipollente a quella italiana ed austriaca riunite. Occorre però rilevare che in caso di guerra non tutta la flotta francese potrà essere concentrata integralmente in Mediterraneo, perchè una parte di essa dovrà pur provvedere alla difesa delle coste dell'Atlantico e della Manica. Ma, come già precedentemente fu detto, questa sottrazione troverà presumibilmente buon compenso nella aggregazione delle navi costituenti la squadra inglese del Mediterraneo, che quanto prima pare si comporrà in media di 9 (nove) dreadnoughts, 10 (dieci) navi da battaglia di prima classe non dreadnoughts, oltre a numeroso naviglio sottile. Perciò sembra lecito arguire che (per un periodo di un decennio circa) in caso di guerra la flotta italiana e quella austriaca riunite saranno appena appena equivalenti alle forze della Triplice Intesa in Mediterraneo. Ossia per poter affrontare le forze navali della Triplice Intesa in Mediterraneo occorre che l'Italia e l'Austria cooperino insieme, fondendo integralmente le rispettive forze navali . AMR, ibidem.
') Si è voluto finora trascurare di tener conto della possibile uscita della flotta russa del Mar Nero per entrare in Mediterraneo ed accorrere in aiuto della flotta francese. Ma questa pericolosa eventualità non può scartarsi a priori', e qualora dovesse verificarsi, la superiorità navale della Triplice Intesa sulla Triplice Alleanza sarebbe fuori di qualsiasi discussione. L'unico alleato dell'Austria e dell'Italia sarebbe il fattore tempo; giacché, a conti fatti, alla Russia occorrerebbe non meno di una settimana per trasportare la sua flotta del Mar Nero sul teatro della guerra nel Mediterraneo occidentale, facendola giungere rifornita (rifornimento probabile a Malta) e in condizione di entrare direttamente in battaglia. Questa settimana di tempo deve essere perciò sfruttata dalla Triplice Alleanza nel modo più intensivo possibile, per ricercare subito e battere la flotta francese prima che quella russa abbia potuto effettuare il suo congiungimento con essa. Onde l'assoluta necessità che le navi da battaglia italiane (analogamente a quanto riferiscesi delle austriache), siano, per armi e per macchinari, e soprattutto per ufficiali ed equipaggi, costantemente pronte ad entrare in azione. La fulmineità di questa sarà il solo fattore che potrà contribuire a far propendere a nostro favore le sortì della guerra sul mare . AMR, ibidem. Può essere opportuno ricordare ohe una convenzione navale franco-russa era stata firmata il 16 luglio 1912, e che in pratica la collaborazione consistette in scambi di informazioni;
2)Sc in massima questo concetto fosse accettato senza restrizioni e senza ambiguità, ne scaturirebbe come logica conseguenza che in caso di guerra le forze navali italiane debbano concentrarsi tutte nel Tirreno o nelle sue adiacenze e che ad essa debbano al più. presto congiungersi le forze navali che la Duplice Monarchia alleata avrà disponibili, dopo aver provveduto alle indispensabili esigenze difensive della propria costiera nella misura più. strettamente necessaria. E valendosi della eventuale superiorità numerica, e mantenendosi fedeli al princìpio fondamentale di conquistare anzitutto la padronanza del mare la flotta alleata dovrebbe prefiggersi come primissimo obiettivo di prevenire e sconcertare l'offesa francese, mediante la ricerca e la distruzione della sua fiotta. Se tale fortunata operazione fosse coronata da successo, la Francia non potrebbe più mirare*