Rassegna storica del Risorgimento
AUSTRIA-UNGHERIA RELAZIONI MARITTIME CON L'ITALIA 1913; GERMANI
anno
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1965
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pagina
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339
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La convenzione navale itolo-austro-germanica del 1913 339
Per evitare dunque che la flotta italiana, rinchiusa alla Spezia o alla Maddalena, rappresentasse un'energia perduta, e per proporre all'alleata delle condizioni realizzabili di cooperazione, occorreva stabilire il punto della riunione a sud (Messina), dove le due flotte avrebbero avuto ragionevoli speranze di poter giungere entrambe in tempo e di precludere alla loro volta, con il loro massiccio schieramento, il congiungimento nel Tirreno alle due squadre della Triplice Intesa. L) Un tale piano di guerra avrebbe esposto, è vero, per alcun tempo all'offesa nemica la parte più vitale delle coste dell'Italia settentrionale e avrebbe gettato in preda temporanea alla Francia Savona e Genova e forse anche Livorno e l'Elba, ma appariva Funico possibile per raggiungere lo scopo vitale e inderogabile di ottenere il congiungimento delle flotte italiana e austriaca, altrimenti impossibile: considerazioni che ispiravano all'estensore della Memoria n. 2 un commento velatamente antì-triplicistico,2) rivelatore dello spirito che continuava ad animare, nonostante le scelte politiche dei governi, lo S. M. della nostra Marina.
la sua flotta verso il Mediterraneo occidentale, resta esclusa per noi la possibilità di indurla a raggiungere da sola La Spezia, perchè lo stesso semplicissimo ragionamento che abbiamo fatto qui noi lo farà certamente anch'essa, e ben a ragione rifiuterà di esporre la sua flotta in un gioco di azzardo che non presenta nessuna probabilità di riuscita . AMR, cart. 295/1, fase. C, 4.
*) L'unico modo per potere onestamente proporre all'Austria di spingere la sua flotta nel Mediterraneo occidentale è di offrirle fin da principio l'appoggio incondizionato della flotta nostra. Il problema si riduce, in altri termini, a cercare con ogni mezzo di congiungerci reciprocamente, prima che sia possibile il congiungimento della flotta inglese con quella francese; problema quanto mai arduo da impostare, perchè pecca nelle sue stesse basi, a causa della manifesta inferiorità delle nostro forze... Comunque sia, le considerazioni svolte di sopra e lo studio della carta del Mediterraneo dimostrano che l'unica speranza di riuscita è riposta nell'accettazione integrale del concetto di effettuare il congiungimento al più presto possibile, ossia in modo che ciascuno degli alleati debba, per congiungersi, percorrere la minima distanza. Giò non potrebbe ottenersi che concentrando le forze italiane a Messina: con ebe si otterrebbe il vantaggio, non solo di essere assai prossimi allo sbocco dell'Adriatico, ma ancora di precludere con l'ausilio delle difese terrestri dello Stretto, il passo alla squadra inglese, qualora essa tentasse di correre al nord per congiungersi con l'alleata francese. Ed in quanto alla squadra austriaca bisognerebbe che ai primi sintomi di gravi avvenimenti essa, dopo a ver fatto i suoi grandi completamenti a Pola ed essere discesa a Cattaro, accettasse l'ospitalità nostra o a Taranto o alla baia di Augusta. Nel primo caso non vi sarebbero che 200 miglia per raggiungere Capo delle Armi, nel secondo appena 50: ed a 15 miglia di velocità ciò potrebbe ottenersi in meno di 14 h nel primo caso, e in poco più di 3 h nel secondo . AMR, ibidem.
?} Questa dura verità, che a tutta prima può sembrare un paradosso, dimostra pertanto che la nostra posizione marittima nel concerto della Triplice Alleanza pecca gravemente per due ragioni: o per una grande lacuna nell'apprestamento navale nostro, o per un grande malinteso. La prima non ai colma che rafforzando di urgenza la flotta, al secondo non ai rimedia se non cambiando politica: ma ogni ulteriore commento su quest'ultimo tema esorbiterebbe dai precisi confini imposti alla presente Moineria . AMR, ibidem.