Rassegna storica del Risorgimento
LIBERALI ; TOSCANA ; CAPPONI GINO
anno
<
1919
>
pagina
<
261
>
Il Ministero Capponi e il tramonto dei liberalismo toscano neV48 201
Questi tentativi riuscirono vani ovunque, ma in alcune parti di Toscana hanno dato luogo a questioni meramente personali ed interessi lo cali. Questi non potevano riuscire nel loro meschino intento senza rovesciare l'ostacolo di virtù e di sapere che frapponeva loro il Ministero. Quelle questioni non si argomentarono alla meritata potenza del nome di un Gino Capponi... e la stampa ebbe tali sciagure, che faranno sempre la vergogna della civiltà toscana J
Non v'è bisogno di eccessivo acume per comprendere, che la Patria-, discorrendo del presente e del passato, pensava al futuro. Se è vero ohe la caduta del Capponi li aveva colpiti ed esterrefatti, è anche vero che i liberali toscani volevano reagire scendendo un'ultima volta in campo, contro chi li aveva combattuti nei tempi di recente trascorsi. Asj>ra la lotta, assai incerta la vittoria, perchè i loro avversari non avevano più da sormontare un ostacolo difficile, come quello rappresentato da un ministero; ma non minore la volontà della vittoria e profondo il dovere di tentare l'ultimo rischio. Infatti, passato il primo stupore, i liberali del granducato si occuparono immediatamente del gabinetto che sarebbe stato chiamato a succedere al Capponi. Il Vieusseux per impedire un prolungamento della crisi, il quale doveva esser senza dubbio favorevole ai radicali, il 14 ottobre al Centofanti scriveva cosi: Quindici giorni fa Capponi avrebbe potuto, modificando il Ministero, starci col Montanelli, ma come volete ch'egli possa combinarsi col Guerrazzi? E d'altronde in questo vergognoso stato di prostrazione morale, come uscirne dignitosamente per il Granduca, per la Camera, per il Paese? Iddio ci aiuti .2 Quando si rifletta a quello che il nostro editore aveva pensato,.detto, scritto intorno al Montanelli e lo si confronti con il significato della succitata
1 Za Patria II, 107, 15 ottobre 1848. La violenza della Patria era scusabile non. solo per il dolore dello svolgerai dei fatti, per la reazione contro le villanie, alle quali era fatta segno, ma anche per 11 disgusto della gioia sfrenata della stampa guerrazziana inebriata del trionfo. Criticando l'operato del caduto ministero giungeva il Corriere fino all'estrema ingiuria: Ingrati toscani, perchè non vi levate come un sol uomo a dimandare che rimanga il ministero, il solo ohe fosso idoneo a costituire la nazionalità italiana, il solo non venduto come tutti nói all'Austria "? Tfel corto tempo del suo impero non si ebbero tutti i saggi del suo ambre e patriottismo ? Le libertà pubbliche non furono ampliata ? I Circoli non vennero protetti ? Fratelli non stringerò a Pisa salda la deatra ai fratelli di Livorno ? La lega del popoli non fu il principio del programma;, del ministero e l'opera indefessa d'ogni suo Istante?13SFon fu inviato a Livorno un caldissimo liberale, Lionello Capuani ? .:forriere Miovnesc-. 207, 16 ottobre 1848.
5 Aro/timo di Staio di Pisa - Lascilo .Qmtofanù'- oìTfcpmidMtm. -- Busta n. li).