Rassegna storica del Risorgimento

PICCHIONI GEROLAMO; PICCHIONI LUIGI
anno <1965>   pagina <346>
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Arturo Bersano
soldato di Napoleone lasciò parecchie schegge del suo cranio a Bau Uscii. Tornato in patria riprese a lare ampie letture di autori greci col suo condiscepolo e fra­terni) amico Tullio Dandolo. A Pavia gli fu offerta una cattedra di greco che non accettò non -'volendo prestare giuramento di fedeltà all'Austria e non fu accolta la sua offerta di coprire gratuitamente, ma senza giuramento, la cattedra vacante. Sentendosi ormai in sospetto della polizia austriaca si ritirò nel suo paese nativo dove la polizia piemontese era meno perspicace. Ivi fu raggiunto dal fratello Luigi ufficiale di cavalleria che egli pure lasciò nel 1819 in Ungheria l'es rcito per partecipare attivamente col fratello alle cospirazioni dell'Alta Italia. A queste fu, dice il Burckhardt, ' ' einer der tiefer cingewe-ihttsn Luigi, ma Luigi non operava senza Gerolamo. Del resto la loro attività nel periodo preparatorio dei moti è chiaramente indicata dalla sentenza in contumacia emessa contro di loro dal Senato a Torino. Essi vi sono detti notoriamente conosciuti come fanatici e propensi per il sistema costituzionale, e per seduttori della gio­ventù ad unirsi ai faziosi per proclamare la Costituzione . Falliti i moti essi senz'attendere la condanna sicura si erano rifugiati nel Canton Ticino già nel 1821. Gerolamo fu aiutato validamente da Tullio Dandolo. Luigi, e<dl'aiuto di un documento di appartenenza al Canton Ticino amò in Basilea dirsi, con un gioco di parole, doppiamente carbonaro perchè era nato in Carbonara e per la sua appartenenza alla Carboneria col qual nome si designavano allora le varie società segrete.
A anale società segreta appartenesse nel 1824 ci è provato da un diploma massonico rilasciato dal Sovrano Capitolo della loggia amis sincères di Ginevra del 1 gennaio 1824 in cui Luigi Picchioni è riconosciuto perfetto massone Rosa­croce: le firme di Gerolamo Prati come guardasigilli e del Buonarroti come segre­tario provano che questa loggia era una di quelle società pseudomassoniche di cui si serviva il Buonarroti nella lotta incessante contro l'Alleanza dei despoti per la Santa Alleanza dei popoli.3)
Gerolamo dalla Svizzera era passato a Parigi ove fu negli anni 182324 in intimità con Luigi Ornato, col Moffa di Lisio e col principe della Cisterna. Nel 1825 è di nuovo a Ginevra dove istruiva nella matematica e nelle lettere classiche alcuni inglesi e due figli di Pellegrino Rossi con cui fu in stretta dime­stichezza. Fu in rapporti col Sismondi e col Berchet3) che scriveva alla Arconati da Ginevra nel 1831 di essere il più spesso con Collegno, Picchioni e Rossi per­chè tutti e tre pensiamo e sentiamo a un modo nelle cose presenti . Dal maggio 1832 è a Bruxelles nel Collegio Gaggia. *) Nell'almanacco del Collegio è dato solo come docteur ès sciences ma in realtà vi insegnava anche il greco. Nel 1834 fu testimone alle nozze del Gaggia e nello stesso anno cooperò alla chiamata del Gioberti: il Gioberti lo presenterà nel 1850 all'abate Monti ed all'Aporti come persona degnissima sì per le qualità dell'animo come per quelle dell'in­gegno. 5) A Friburgo, ove pure insegnò, partecipò invitato ad un congresso di
J) W. KAJKI. op. cit., p. 278.
2) W. KAEGI, op. cit., p. 379.
s) G. BBRCUET, Lettera alla marchesa Arconati, a cura di R. VaN NUFFEL, Roma, Vittoriano, I, p. 189.
*) M. BATTISTIM, Esuli italiani in Belgio: un educatore Pietra Gaggia e il suo Collegio, in Ateneo di Brescia, 1935.
5) Nuova Antologia, 1911, p. 178.