Rassegna storica del Risorgimento

PICCHIONI GEROLAMO; PICCHIONI LUIGI
anno <1965>   pagina <348>
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Arturo Bersano
e coi Griglimi la costruzione della strada del San. Bernardino per cai l'Austria e lo Stato sardo avevano interessi divergenti. In Coirà il Sauli incontrò parecchi profughi dal Piemonte ed anche un tal Picchiolii, che egli non indica altrimenti. che scese al suo albergo e si fece suo commensale. Il Sauli ce ne dà un ritratto: ' Era nativo della provincia di Lomclliua, d'ingegno svegliato, versato nello studio degli scrittori d'Italia e di Germania, bellissimo parlatore, alto e sottile della persona e di aspetto piuttosto leggiadro, ma gli balenava fuori dagli occhi una luce sinistra quasi di tradimento... . Il Sauli seppe che questo Picchioni era stato veduto passeggiare a stretto colloquio col plenipotenziario dell'Austria in luogo appartato ed ebbe l'impressione esatta di una congiura contro di lui per farlo richiamare da Torino come colpevole di aver attratto nei Grigioni quei profughi per inscenare per mezzo loro una qualche dimostrazione contro il Piemonte. Evidentemente questo Picchioni non implicato nei moti non era profugo ma osservatore di profughi e del Sauli stesso. Il Sauli però lo investi pubblicamente con aspre parole di cui basti riferire qui queste credete voi che ignori il turpe motivo ohe vi ha condotto in questo albergo ? che vi ha indotto a trar per inganno in questa città una schiera di compagni che in parte e forse anche tulli ignorano la perversità e la vergogna dell'empio vostro disegno... fuori di qui, anima rea... o che io... . Il Picchioni vedendosi scoperto e minac­ciato ammutolì e in capo a brevi istanti si dileguò.
Pio Picchioni era una volgare spia implicata in oscure mene a favore del­l'Austria e degli austriacanti del Piemonte che mal tolleravano l'incarico di fiducia dato al consigliere di legazione Sauli che era stato nel gabinetto del reggente. Antonio Manno, chiaro cultore di storia subalpina, conosceva le Remi­niscenze del Sauli allora manoscritte ed inedite che utilizzò ampiamente per le sue Informazioni sul '21 da cui è tratto questo interessante episodio.2) I fratelli Picchioni già dall'anno precedente erano esuli, condannati, perseguitati, in Sviz­zera a Nyon e ad Armi, con essi era vietato qualsiasi contatto, sprovvisti di ogni loro avere per la confisca (riammessi in patria solo nel 1842). Questo Picchioni invece si muove liberamente in Italia e fuori: in quell'anno fu in Francia e in Inghilterra dove l'ignobile ufficio lo esigeva. Lo studioso che nel 1908 pubblicò le Reminescenze aveva letto con animo reverente lo scritto di Leone Ottolenghi Della vita e degli scritti di Gerolamo Picchioni, accettò l'errata identificazione del Manno dello anonimo spione con Gerolamo, ma è costretto a negare fede al racconto del Sauli che giudicando di Gerolamo anima nobilissima avrebbe avuto le traveggole. 8) Anche Antonio Manno conosceva e cita l'articolo di Leone Ottolenghi che ispira reverente ammirazione per Gerolamo. Ma il Manno non ha dubbi. Allo spione anonimo dà un nome: Gerolamo. E giudica e manda: della sua vita politica in questo frattempo non voglio dire . Il Picchioni spia è indicato talvolta col suo nome di Pio ma più spesso come avvocato e viaggia­tore. In realtà la sua professione era quella di quei tanti miserabili che hanno
*) G. OTTOLENGHI, Reminiscenze della propria vita di Ludovico Sauli, Roma-Mi­lano, 1908-1909, I, p. 73 e II, pp. 26-29.
2) A. MANNO, Informasioni sul y2l in Piemonte ricavato da scritti inediti, Firenze, 1879, pp. 183-84.
3) Cadono quindi le errate illazioni che G. Ottolenghi trasse dalla identificazione dello spione con Gerolamo. Non solo il Sauli non ebbe le traveggole, ma il suo racconto è prezioso.