Rassegna storica del Risorgimento

PICCHIONI GEROLAMO; PICCHIONI LUIGI
anno <1965>   pagina <349>
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I Picchiotti
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trovato il modo dì fendersi necessari ai governi creando ad un tempo e rivelando cospirazioni, brighe, congiure e cose simili . *) Nei moti del '21 ebbe una parte poco limpida. Parve in qualche modo compromesso ma solo in quanto potesse apparire come tale e non subì nessuna molestia. Ebbe gran parte nei moti a Voghera il patrizio pavese Pisani Dossi che aveva poderi in LomeUina e nello Oltrepò paveso: il Picchioni seppe accattivarsene l'aninio tanto da diventare suo agente e viaggiatore. Per la sua condotta anche negli anni successivi si diffidava di lui: ne diffidava soprattutto il Re che il Pisani Dossi accusava di avergli screditato il suo agente: nella sua autodifesa accennerà che il Picchioni era appoggiato alla fama di taluni di tal nome che avevano sofferto persecuzioni per affari politici con evidente riferimento a Gerolamo e Luigi e dirà poi che l'aw. Pio Picchioni era risultato spia del governo sardo a detta del tenente Rapallo. Dagli atti del processo di Alessandria del '33 e dalle note di polizia francese pubblicate dal Carbone apprendiamo che questo Picchioni, viaggiatore al servizio della polizia sarda e... delle società segrete viaggiò, dopo l'invettiva minacciosa subita senza reagire a Coirà, in Italia nel Piemonte e Liguria e fino a Bologna ed all'estero più volte a Parigi, a Marsiglia, Lione, Ginevra, Londra. Nei suoi viaggi quasi sempre affianca il Pisani Dossi. Nell'elenco dei rifugiati italiani in Francia figura Picchioni avvocato di Novara giunto da Londra nel novembre 1822. A Londra si era recato in quell'anno il Pisani incaricato di un'importante missione ed era ritornato stabilendosi allora a Nyon dove era il Picchioni. In altro elenco è indicato come avvocato, nativo dei dintorni di Novara condannato a 15 anni .2' La condanna è inesistente ed egli non figura negli elenchi dei condannati a galera temporanea: ma è in un elenco di profughi di cui si chiedeva l'espulsione dalla Svizzera: cacciando questi profughi era necessario alla polizia austrosarda giustificare l'espulsione con essi anche del­l'agente provocatore che ne spiava le mosse. Il periodo della più intensa attività spionistica è quello in cui gli accadde un infortunio nel suo turpe ufficio, dal 1831 al 1833. In Piemonte i compromessi del '21 appartenevano agb: Indipendenti il cui capo in Svizzera era il Pisani Dossi. Di fronte alla vecchia Carboneria sia pure riformata del Buonarroti, al Mondo e a quante sette si ammantavano col nome di Indipendenti era sorta la Giovine Italia che però dopo qualche infrut­tuoso tentativo di penetrazione venne a trovarsi in aperto contrasto con essi. Questa scissione di società cospiratorie che avevano in comune gli intenti insur­rezionali altamente deplorata dai cospiratori era favorita dalle polizie. Il Pic­chioni fu col Pisani impegnatissimo specie in Svizzera nei convegni di Locamo e Bellinzona del '32 nell'opera di disgregazione: per l'intransigenza degli Indi­pendenti fu impossibile l'unione. Ora avvenne che nel processo di Alessandria risultò che il Picchioni spacciandosi per agente degli Indipendenti aveva per due volte sollecitato il Re a far parte degli Indipendenti. Il Galateri ordinò l'arresto il 25 agosto '33 dell'avvocato Picchioni Pio da Voghera . Questi appena arrestato scrisse al Lascarena ricordando i servizi che colfopera sua aveva reso al R. Governo col gradimento del quale si era trovato in parecchi congressi di settari ed altri consimili atti. Il Lascarena ne riferiva a Carlo Alberto che ne ordinò in udienza del 9 settembre il rilascio in libertà. Fu liberato il 13 settembre in
') Cori il Tinelli diceva degli agenti provocatori, cri*. E. PASSAMONTI, op. cìt., p. 360. 2) S. CARBONE, I rifugiati italiani in Francia* Roma, Vittoriano, pp. 45 e 47.