Rassegna storica del Risorgimento

GIORNALI VENEZIA 1848; <> 1848
anno <1965>   pagina <353>
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Il Libero Italiano1 e i suoi collaboratori
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invoca la ricostituzione dell'armata che purtroppo il Governo non era riuscito a richiamare in tempo da Pola.
Il 22 maggio si accenna alla gravità della situazione; il 23 seguente si tri­butano i meritati elogi al generale Zuoohi difensore di Palma, alla guarnigione di Osoppo, che si era battuta valorosamente, alle generose donne veneziane patrizie, borghesi e popolane, che si prodigano in opere di carità; fino da allora, e le più. dure prove avevano ancora da venire, si elogia tutto il popolo veneziano per il contegno fiero e dignitoso. La situazione economica che va facendosi preoc­cupante trova un chiaro illustratore nei trentenne Isacco Pesaro Maurogonato che, economista preparatissimo, dopo Novara verrà prescelto da Manin a capo del dipartimento della Finanza e del Commercio. Predomina la polemica tra repubblicani e fusionisti o albertisti. Il giornale è dichiaratamente antifusionista, non esita a chiamare equivoco re Carlo Alberto.
L'aw, Callcgari, e con lui altri redattori, si sfogano in aperte violente rampogne, Francesco DalTOngaro sfuma l'ardente repubblicanesimo col garbo del letterato. Dai giornali toscani vengono riportati articoli seri e concettosi di Raffaele Lambrusclrini e di Vincenzo Snlvagnoli; viene pubblicata la lettera diretta al marchese Pareto, ministro degli affari esteri di Carlo Alberto, da Valentino Pasini, il quale distingue acutamente tra questioni politiche e questioni di indipendenza; tra le righe di quella lettera si legge ohe la Repubblica non sareb­be aliena dal servirsi di Carlo Alberto. - per poi liberarsene.
Si debbono preparare, intanto, le elezioni dei deputati, che, a lor volta, avrebbero dovuto eleggere i membri dell'Assemblea nazionale. Su questioni di ordine costituzionale leggiamo assennati articoli degli aw. G. B. Ruffini1) e G.B. Vare,2) il quale ultimo, oltre ad essere uno dei più efficaci, è anche uno dei più chiarì, preparati, equilibrati redattori. Si occupa., portando sempre una parola
*) G. BATTA ROTFINI - n. a Venezia nel 1821, laureato in legge, avvocato. Nel marzo 1848 allo scoppio della rivoluzione assunto come segretario al Ministero della Giu­stizia, facendo parte del Consiglio delle Poste Venete; eletto deputato è segretario dell'as­semblea; nel 1869 donò all'Archivio di Stato i protocolli verbali delle adunanze segrete dal 1 Aprile a tutto 6 Agosto 1849.
Dopo il ritorno dell'Austria sorvegliato, insieme al fratello mg. Carlo, per la peri­colosità politica ; nel 1863 incarcerato con Deodati, Rcnsovich, Moretti: il 22 marzo 1868 in nome dell'Assemblea del 1848 parla dinanzi al feretro di Manin tornato in patria. Asses­sore per otto anni per la P. Istruzione del Comune, nel 1870 condidato al Parlamento nazionale in ballottaggio con Paulo Fambri. M. a Roma il 15 dicembre 1888.
*) G. BATTA VARE - n. a Venezia il 12 settembre 1817, laureato in legge, avvocato. Dal 1843 al 1845 segretario della direzione della Ferrovia Lombardo-veveta. Deputato; segretario dell'Assemblea provinciale del 1848; vice presidente dell'Assemblea permanente. Incluso tra i quaranta proscritti, batte le vie dell'esilio senz'ai tra ricchezza che l'onestà e l'ingegno.
A Lugano, a Losanna cospira con Mazzini, collabora all'Italia del Popolo, bandito dalla Svizzera divide a Parigi i dolori e le speranze con D. Manin e Leone Pincherle. A Torino, patrono degli emigrati, esercita la professione con Domenico Giurinti, dirige di fatto Vitali del Popolo. In continui rapporti con Mazzini, dopo il tentativo del giugno 1857, viene arrestato a Genova; posto in libertà rimane in Piemonte, nel 1860 si trasfe­risce a Milano. Non accetta l'amnistia; rientrato a Venezia nell'ottobre 1866 viene eletto deputato, vice presidente dell'Assemblea legiglativa. Ministro delle P. T., Commissario regio a Napoli. Mori a Roma il 20 aprile 1884. Un medaglione bronzeo, con l'effigie, al­l'Ascensione, ricorda il cittadino eminente.