Rassegna storica del Risorgimento
GIORNALI VENEZIA 1848; <
> 1848
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1965
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Achilie Bosisio
serena, dì questioni pratiche e di politica interna, ad ea. sulla istituzione del lotto, degli scritti anonimi, della costituzione e il funzionamento della Guardia Nazionale o Civica; pure apertamente sostenendo la sua fede repubblicana, sa temperarla con l'avvedutezza e la saggezza lungimirante dell'uomo di governo, come dimostrerà di essere nella lunga e operosa esistenza. Sono gli articoli che più onorano il giornale, che ne illuminano la vita breve, ma intensa. Dopo le dichiarazioni del Mazzini ai Milanesi dell'aprile 1848, il Vare conviene che, quando sarà finita la guerra d'indipendenza si convochi la Costituente e che la si convochi a Roma. Libera Genova, scrive il 20 maggio, di conservare il principio monarchico là dove è costituito per il migliore avvenire accordato con la tradizione; qui a Venezia bisogna essere repubblicani. È sempre disposto, tuttavia, a discutere le opinioni altrui; è nettamente contrario alla fusione di Padova con Milano la quale avrebbe determinato una penosa scissione tra le province venete; elogia il Lainartine per il rapporto all'Assemblea nazionale intorno alle relazioni della Francia con l'estero dopo le memorabili giornate del febbraio, ma, nello stesso tempo, non ne approva incondizionatamente il tono di un liberalismo troppo acceso.
Nonostante la moderazione portata nelle idee e nelle polemiche, nonostante l'esatta pubblicazione delle parole pronunciate dal Manin in piazza San Marco e del proclama del Manin a Carlo Alberto, il 9 giugno, il numero 73 del Libero Italiano in alcuni caffè viene dato alle fiamme per opera del partito popolare fusionista. Il 13 giugno nel numero 76, uscito in formato ridotto, il dott. Cesare Levi dichiara di sospendere la pubblicazione a tempo indeterminato e finché non sorgano tèmpi migliori >x. Nello stesso numero veniva data la notizia della capitolazione di Vicenza strenuamente difesa dal generale Durando.
Qualche giorno dopo G. B. Vare, con altri animosi del Circolo Italiano, assumeva la direzione del giornale L'Indipendente fondato da Francesco Gidoni e, nonostante il suo sentimento repubblicano, proclamava che uno solo è lo scopo, quello di procurare all'Italia il bene più vero e durevole, uno solo il partito: quello dell'Italia contro lo straniero, quello della libertà contro la tirannia ; qualche mese dopo scriveva che la fusione sarebbe stata un atto di civile sapienza .
Il 28 marzo 1848 il Libero Italiano pubblicava un irruente articolo di Gustavo Modena, intitolato Desideri di un cittadino col quale si invitava il Governo a spedire subito, subito messi a Modena, Parma, Piacenza, Milano, Roma, Napoli, Firenze per intendersi sopra una Federazione Italica e sul modo di elezione di un'Assemblea Nazionale. Il primo aprile veniva pubblicato un entusiastico manifesto da lui fatto affiggere a Treviso e nei paesi della campagna trevigiana dove si era ritirato.
Nel numero 11 del giornale dava alcuni sensati consigli al Governo provvisorio; qui cessa la collaborazione del grande attore patriota che è sfuggita a Terenzio Grandi, attento bibliografo del Modena. Il quale nell'aprile si trovava a Palmanova agli ordini del generale Zucchi nel cui esercito aveva combattuto a Ri mini nel 1831: l'8 e il 9 aprile pronunciava gli ardenti discorsi nel teatro di Società di Udine a nome dei Veneti Crociati; nella seconda metà di giugno collaborava al periodico veneziano Fatti e parole; di li a qualche mese il suo desiderio di azione Io porterà in Toscana a far parte di quell'Assemblea Costituente.
ACHILLE BOSISIO