Rassegna storica del Risorgimento

NAZIONALISMO ITALIA 1912-1914
anno <1965>   pagina <357>
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Nazionalisti, cattolici e liberali 357
II 16 marzo 1913 il comitato centrale*) dell'associazione approvava uri o. d. g. presentato da Federzoni con cui si permetteva ai grappi locali, dietro autorizzazione del comitato stesso, di appoggiare candidature dei partiti politici affini; Po. d. g.. poi, prendeva in esame la possibilità di presentare candidature nazionaliste ove se ne fosse dimostrata la convenienza; in tal caso sarebbe stato il comitato centrale, e non i gruppi locali, ad avanzare le candidature. *) Succes­sivamente la giunta esecutiva3) precisava ebe l'appoggio nazionalista sarebbe stato dato solo a quei candidati dei partiti affini, ebe si fossero impegnati ad opporsi decisamente alla massoneria e a propugnare un congruo aumento delle apparecchiature militari.4)
La massa elettorale più cospicua delle forze dell'ordine e, è ovvio, anche degli eventuali candidati nazionalisti, doveva essere costituita, si capisce, dai cattolici e quindi per la politica nazionalista il problema dei rapporti con i catto­lici diventava di fondamentale importanza. Bisognava, dunque, riprendere il diagolo, ebe aveva avuto inizio nell'anno trascorso, con gli esponenti del movi­mento cattolico.
In verità il nazionalismo italiano sin dalle prime manifestazioni, ancora solo letterarie e oratorie, dei suoi principali banditori non si era peritato di esprimere giudizi, e assai sbrigativi, sul significato storico del cristianesimo, del cattolicesimo e sui loro rapporti; più tardi, però, quelle che erano state spesso solo superficiali definizioni da esteti e da letterati si erano mutate in un giudizio politico sulle possibilità di sfruttare il cattolicesimo italiano ai fini di una poli­tica nazionalista. Quei giudizi, ebe risalivano ai tempi del Regno ed anche oltre, costituivano già, però, un'interpretazione nazionalistica del cattolicesimo, interpretazione, si capisce, tutt'altro che ortodossa dal punto di vista religioso ed anche storico.
Per Corradini, ad esempio, vi era una specie di antitesi fra cristianesimo e cattolicesimo; il cristianesimo egli diceva nel 1902 diventò anch'esso anticristiano e avemmo il eattolicismo multante non tanto per la città di Dio quanto per la- città degli uomini . 5) Questo discorso, inserito in un altro più àmpio di condanna per ogni umanitarismo, cosmopolitismo e pacifismo, voleva significare, per il fondatore del nazionalismo italiano, che il cristianesimo, istitu­zionalizzandosi, aveva dovuto rinnegare le sue utopistiche aspirazioni e calarsi in mezzo alla belluina realtà umana. Quest'adattarsi alle reali dimensioni, per così dire, dell'umano sarebbe stata opera, è ovvio, per Corradini (che riecheg­giava antiche idee di Mazzini), dei carattere romano assunto dal cattolicesimo.
') Era composto da Bellone!, Castellini, Corradini, Chìggiato, De Frenzi (Fedcrzoni), De Prosperi, Foscari, Leonardi, Maraviglia, Marchetti, Musatti, Di Nascili, Occhini, Parodi, Perozzi, Porro, RotigKano, Tavalliriiv
*) L'Idea nazionale, 20 marzo 1913. Il numero del 19 giugno del periodico dichiarava, però, che le candidature nazionaliste sarebbero state presentate solo eccezionalmente, in caso di ritirata dei partiti politici affini di fronte a candidature chiaramente bloccarde a antinazionali.
*) Era composta da Bellone!, De Frenzi, De Prosperi, Leonardi, Maraviglia, Mar­chetti, Occhini.
4) L'Idea nazionale, 17 aprile 1913.
s) E. CoBBADEtt, Discorsi politici (1902-1924), Firenze, 1925, 2*, p. 22.