Rassegna storica del Risorgimento

LIBERALI ; TOSCANA ; CAPPONI GINO
anno <1919>   pagina <263>
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lì Ministero Capponi e il tramonto del liberalismo toscano nel' 48 263
cato al marchese Gino non sentendosi l'animo pari all'impresa, aveva pregato il Ricasoli di assumersi il pesante carico di dirigere la cosa pubblica toscana. ' Come nei giorni, che seguirono la caduta del ministero Ridoni, quando si era affacciata la possibilità di un go­verno Ricasoli, così nell'ottobre del 1848, verificandosi la medesima si­tuazione, la stampa liberale toscana parve plaudire concorde ad una composizione formata dagli uomini della Patria, come quelli che da­vano affidamento di una politica italiana all'esterno e di energia al­l'interno. Cosi il 16 ottobre la Rivista : Sorgano uomini - auspicava al paese - che sappiano mostrare tali quali sono tutte queste appa­renze, tutte queste declamazioni che ci hanno assordato e coll'Italia nel cuore, colTenergia del volere sappiano ricostituire la Toscana in modo da farla celermente avanzare sulla via nazionale alla quale fu solamente iniziata . * E poiché, conoscendo le opinioni degli oppo­sitori del Ricasoli in specie, del liberalismo in generejjsapevano i nostri periodici quale guerra democratici e repubblicani si apprestavano a fare contro questo impedimento, che si frapponeva loro al consegui­mento delle loro finalità, contro di essi, contro i loro mezzi di lotta non sempre onesti e corretti (é ne dava prova la maniera con cui, anche caduto, vituperavano il venerando Capponi) gli organi liberali affilarono le armi con tanta maggiore alacrità, in quanto decidevasi dell'esistenza dell'intero liberalismo. Così la Rivista il 16 ottobre ri­portava, commentando, alcuni passi di Platone sul demagogismo come malattia pericolosa per lo Stato, ed un luogo del Sieyès sul falso pa­triottismo degli agitatori, i quali non potevano non essere causa di turbamento profondo in un'assemblea di uomini di sane intenzioni.' E, non limitandosi ad accenni vaghi, la Rivista credeva, che modo
1 CAPPONI, Setkmin giorni, in Opero edite od ined., op. city, H, 150, 152.
tt La Rieisfa. Ifipemlente, 116, 16 ottobre 1848.
a La Émm Indipendente, Ufi, 16 ottobre. 1S'48. Mai gli organi avversari non stavano zittì davvero. E per Dio, ci vuole imprudenza soimna -* scriveva. il Corrière Jù'wommm il 16. ottobre 1848 - infamia ouflfe ritenere i portafogli colla calunnia, o facendoli passare in mani anche più fiacche delie loro, o in quello del notissimo Salvagnoli. Ma se tanto i portafogli vi solleticano, prendeteli e pre­sentatevi al popolo... Se siete forti abbastanza fatevi avanti, ma non calunniate gli altri che sentono più di voi: essi non sono ne.-atei, M comunisti, riè au­striaci . Bd accennando ad una dimostrazione dei liberali jà prò della composi­zione Salvagnoli, Ricasoli, Dogttoycommentava il Corriere: * Non so come la cosa passera perchè dalla pai-te opposta si preparano dei brutti complimenti... lo temo qualche dÌmosone paolfitìa all' uso di Vienna . Corriere Livornese, 207, 16 ottobre 1841