Rassegna storica del Risorgimento

NAZIONALISMO ITALIA 1912-1914
anno <1965>   pagina <360>
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360 Raffaele Molinelli
La guerra di Libia, poi, alla quale il mondo cattolico italiano aveva portato la sua entusiastica adesione, servi ai nazionalisti, che dall'impresa da essi bandita ricavarono prestigio e pieno diritto di cittadinanza nella vita politica nazionale, a intavolare un discorso diretto con ì cattolici, fondato proprio sulla base di ciò che quell'adesione stava a significare, l'accettazione di fatto, cioè, dello Stato unitario per la comunanza di interessi, se non di ideali, che ormai legavano i cattolici alla classe dirigente italiana. Cosi, infatti, scriveva Francesco Coppola sull'Idea nazionale del 26 ottobre 1911 in relazione alla nota dell'Osservatore romano con la quale la Curia rescindeva le proprie responsabilità dalle manife­stazioni di adesione alla guerra da parte dei cattolici italiani: Le manifestazioni dei prelati e degli oratori cattolici restano dunque delle semplici manifestazioni private. Ma ciò non toglie nulla al loro vero valore ed al loro vero significato. H quale è questo: che il dissidio tra la coscienza religiosa e la coscienza nazionale in Italia, che aveva le sue origini nella formazione storica della nostra unità,
( ) ad onta di coloro che da una parte e dall'altra si studiano di tenerlo vivo
artificialmente, tende spontaneamente e necessariamente a sparire .
Qualche nazionalista, però, non si accontentava di una mera coincidenza di fatto delle posizioni cattoliche e nazionaliste di fronte a certi problemi, ma cercava di formulare una specie di ideologia sulla complementarità dei due movimenti: Se la vita è l'unico bene, chi può pretendere scriveva F. Porro che io ne faccia getto per un problematico vantaggio futuro della razza? . Ma quando, come ora, la coscienza turbata dell'umanità intrawede il sicuro e tranquillo asilo di una trascendenza, nella quale le ingiustizie si possano pensare riparate , quando il valore della vita individuale si classifica obbiettivamente e ragionevolmente nella scala dei valori cosmici, quando infine l'anima popolare con sicuro intuito riconosce nel nuovo idealismo l'espressione moderna di uno stato -spirituale antico quanto i concetti e le idealità di Patria, di Nazione, di Civiltà, di Tradizione Romana e Cristiana, allora il miracolo si compie, e il lavoratore organizzato per la lotta di classe si converte nel soldato eroico e fedele che muore con la canzone di guerra sulle labbra per l'Italia, per la gloria della bandiera, per il trionfo delle idealità più pure e più alte .
Era questa una specie di sublimazione del nazionalismo ed una confessione della sua insufficienza, che più che come una captatio benevolentiae deve esser vista, a nostro parere, anche sulla base di altre affermazioni contenute nello scritto suddetto (come quella, ad esempio, che il rinnovato spirito nazionale in Italia era intimamente connesso con le poderose correnti del pensiero, che nell'ultimo ventennio hanno radicalmente trasformato la coscienza filosofica europea ),J' come un segno della confusione ideologica caratteristica di certi ambienti intellettuali del tempo che nel calderone della reazione antipositivi-stica, la quale sul piano politico diveniva reazione antidemocratica, mescolavano e pescavano, senza ritegno alcuno, idealismo e cattolicesimo, attivismo impcria­listico e cristianesimo, modernità e tradizione.
Questa commistione ideologica fra nazionalismo e cattolicesimo non poteva essere accettata, è ovvio, da parte cattolica e l'on. Filippo Meda sul Corriere
]) Videa nazionale, 11 luglio 1912, art. Fattori ideali di guecra o di nazio-iialkroo .