Rassegna storica del Risorgimento
NAZIONALISMO ITALIA 1912-1914
anno
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1965
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pagina
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361
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Nazionalisti, cattolici e liberali 361
d'Italia del 12 agosto 1912 faceva presente le molte riserve cattoliche nei confronti del nazionalismo, riserve, che consistevano nella condanna dell'apologia della guerra e della cosidetta morale imperialista. Noi diceva Meda potremo essere d'accordo sulla questione della superiorità dell'interesse nazionale su quello di classe, sulla preminenza dei problemi di politica estera su quelli di politica interna, ma sul voler considerare la forza come unica legge dei rapporti tra ipopoli, la moralità collettiva diversa da quella individuale e ohe l'individuo debba essere sacrificato alla stirpe, no non potremo mai trovarci d'accordo con il nazionalismo, data la sua inconciliabilità con parecchi dei principi fondamentali del cristianesimo . Meda, infine, dopo aver difeso l'internazionalismo della Chiesa, definendolo non politico e, quindi, non in contrasto con gli interessi nazionali, e dopo aver riconosciuto il valore di un elevato spirito nazionale, propulsore di energie ed educatore alla dignità ed anche occorrendo al sacrificio per la patria , passava ad accusare il nazionalismo di positivismo e di materialismo.
Ai nazionalisti tali precisazioni e messe a punto non dispiacevano affatto perchè, come diceva L'Idea nazionale, esse servivano ad eliminare la voluta confusione che la maggior parte dei nostri avversari fa tra il movimento nazionalista e i clericali . In verità negli ambienti cattolici il nazionalismo cominciava a godere di molte simpatie 1) per la sua politica del tutto priva di atteggiamenti anticlericali, per le sue decise prese di posizione antisocialiste e per le mezze promesse a proposito della libertà d'insegnamento.2)
Da parte nazionalista, poi, il cattolicesimo veniva apprezzato come una grande e benefica forza di educazione alla disciplina, al sacrifizio, alla respon-sabilità, come un prezioso elemento di vitalità della famiglia italiana e se ne sentiva tutta l'efficacia, la bellezza, l'italianità geniale ; e proprio per questo, dichiarava un esponente del movimento, questa forza enorme la vogliamo per noi. Noi egli proseguiva possiamo andare d'amore e d'accordo coi cattolici in tante belle còse; potremo combattere insieme molte belle battaglie contro le influenze disgregatrici d'oltralpe e saremmo ben felici di vedere abbattuta la preminenza demomassonica nel nostro paese ; riconosciamo volentieri i loro meriti per l'impresa libica e siamo pronti ad accettarli come alleati qualora essi credano di poter camminare per qualche tratto insieme con noi; ma precisava siamo un'altra cosa: altri ideali, altri principi, altri fini . É
E così, mentre nazionalisti e costituzionali commemoravano la presa di Roma con una manifestazione distinta da quella degli altri partiti, per uscir fuori dall'equivoco dell'anticlericalismo e mostrare il carattere prettamente nazionale della cerimonia, si delincavano ormai chiaramente in quel settembre 1912, i possibili punti di accordo per un'azione politica comune fra nazionalisti
*) Vedi, ad esempio, la lettera di F. Ce nei armi suìTIdca matonaie del 5 settembre 1912.
2) Vedi la polemica Fani-Meda HxùVIdea nazionale del 27 luglio, 15 e 29 agosto 1912 e sul Corriere d'Italia del 18 agosto 1912.
s) Videa nazionale, 19 settembre 1912, art. di Armando Zanetti L'indirizzo politico del Nazionalismo .