Rassegna storica del Risorgimento

NAZIONALISMO ITALIA 1912-1914
anno <1965>   pagina <362>
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362 Raffaek Molinelli
e cattolici. A parte le fondamentali differenzi; ideologiche riguardanti il senso stesso della vita, si potevano ritrovare Ira i due gruppi anche; alcune conver­genze: l'opposizione verso certi valori della società contemporanea espressi dalla Rivoluzione francese (il laicismo, il democraticismo, l'cgalitarismo), l'atteggiamento autiraassonico, l'antisociaUsmo. E dalla necessità di opporsi all'avanzata del socialismo, e con esso della massoneria, dell'anticlericalismo e dell'internazionalismo, dalle paure sociali e religiose degli uni e dalle paure sociali e nazionali degli altri, nascevano i più. seri motivi per un'azione politica comune.
Dopo il congresso di Roma (dicembre 1912), che, come abbiamo già accen­nato, aveva assunto un chiaro atteggiamento antimassonico e aveva visto la vittoria della frazione nazionalista più filo cattolica, ') il dialogo fra nazionalisti e cattolici riprendeva e alle volte, anche per difendersi gli uni e gli altri, dalle accuse di clericalismo e di reazionarismo, mettendo in evidenza più i motivi di differenziazione e di contrasto che quelli comuni e di accordo. Ma intanto si incontravano e discutevano. Sempre in quel mese, infatti, si teneva un vivace dibattito promosso dal circolo universitario cattolico di Roma sui rapporti fra nazionalisti e cattolici.
In questi ambienti studenteschi e di giovani laureati provenienti dalle file della borghesia cattolica, il nazionalismo trovava buoni ascoltatori ed anche una certa simpatia; e ciò per la sua giovanile baldanza, per la novità dei suoi temi politici, per il desiderio da parte dei giovani cattolici di essere patrioti quanto o quasi i loro patriottici interlocutori. Al dibattito questi giovani cattolici constatarono, con piacere, l'identità di alcune loro vedute con quelle dei nazio­nalisti: la posizione polemica nei confronti dell'atomismo democratico, superato, a loro dire, dallo Stato etico nazionalista, la priorità dell'idea del dovere su quella dell'utile, l'ideale di una società civile e politica fondata sull'ordine, l'autorità, la disciplina. I motivi di contrasto, che essi rilevavano, consistevano in quella teocrazia terrena , in quell* assolutismo dispotico e tirannico della società civile incarnata dalla nazione , che i nazionalisti tanto vagheggiavano e nel quale essi non vedevano tanto chiaramente quale posto avrebbero esatta­mente occupato i valori e le istituzioni religiose.
Qualche cattolico, come Meda, anche lui intervenuto alla discussione, ribadiva, poi, le sue riserve sul materialismo etico del nazionalismo, che lo acco­munava al socialismo, e sulla sua apologia sistematica della guerra, che doveva invece essere sempre considerata fenomeno di una gravità eccezionale che può e deve essere subito non desiderato e provocato . Da queste accuse cercava di difendere il suo movimento Coppola affermando che l'egoismo nazionale era un superamento di quello individuale e che, perciò, esso era anche negazione di ogni materialismo, dimostrando così di non comprendere, come invece a suo tempo aveva anche dichiarato il suo maestro Corradini, che quell'egoismo nazionale non poteva non avere come scopo che di fare l'utile dei cittadini.2) Si trattava, perciò, semmai di vedere, possiamo notare, se i metodi che il nazio-
1) L'o.d.g. auLuunsBonico era stato presentato da Saporito, Federami, Bellone!, Musatti e De Prosperi.
2) 35, CoRRADim, Discorsi politici, eiu p. 106.