Rassegna storica del Risorgimento

NAZIONALISMO ITALIA 1912-1914
anno <1965>   pagina <364>
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364 KuJJ'aele Molinelli
saudro Luzio / martiri di Belfiore e il loro processo lj con i particolari della dela­zione del massone Castellalo ed ora, per riscaldare la polemica, L'Idea nazionale la ritirava fuori, 'facendole inuma pubblicità. Il periodico nazionalista conduce va, poi, un'inchiesta sulla massoneria in Italia8) che raccoglieva molti giudizi di condanna per l'associazione da parte di illustri intervistati, da De Viti de Marco a Croce, Varisco, Cadorna, Amendola, Borgcsc, Calò, Lombardo Radice, A. Scia-loia, Ruffini, Verga, Einaudi e Gentile. Anche se la lotta contro la massoneria rientrava di diritto nell'ambito dell'ideologia nazionalista e se anzi ormai ne era diventata uno dei motivi fondamentali, non è tuttavia senza significato che essa trovasse il suo alfiere piò: convinto in Luigi Federzoni, cioè nel più. deciso fautore di una politica filocattolica e conservatrice. 3'
Nel frattempo seguitava l'opera di organizzazione del movimento; venivano costituiti nel marzo 1913 i gruppi nazionalisti di Torino e di Cagliari, si registrava qualche nuova adesione di rilievo, come, ad esempio, quella dell'ammiraglio Umberto Cagni; si tenevano alcune conferenze fra le quali è da ricordare quella tenuta il 17 febbraio da Guido De Ruggiero su Giordano Bruno, volta a ricostruire nella sua autenticità storica la figura del filosofo nolano, ma che di fatto si risol­veva nel mostrare quanto essa poco potesse esser presa ad insegna degli anti­clericali ;4) venivano poi pubblicati alcuni opuscoli di propaganda.5)
I nazionalisti, inoltre, in questo periodo di tempo, in occasione della orisi balcanica, chiesero a gran voce attraverso la loro stampa un intervento militare italiano a fianco dell'Austria contro la Grecia: l'Austria avrebbe dovuto marciare su Cettigne e togliere ai montenegrini Scutari e l'Italia avrebbe dovuto costrin­gere i Greci a restituire all'Albania Argirocastro e Coritza e si sarebbe dovuta impadronire di Valona, centro di irradiazione della nostra occupazione . L'intervento diplomatico delle grandi potenze veniva a frustrare queste velleità che, se realizzate, non potevano non portare che nocumento ai nostri reali inte­ressi. La greeofobia dei nazionalisti, che riusciva ad avere qualche influenza anche sul nostro ministro degli Esteri, era causata, senza dubbio, da motivi di realpolitik (avevano paura, come dice l'Albertini, che i Greci si impadronissero del canale d'Otranto e delle rivendicazioni sulle isole dell'Egeo), ma anche, a nostro avviso, da motivi ideologici: l'avversione verso tutto ciò che sapesse
!) Su quest'opera vedi W. MATURI, Interpretazioni del Risorgimento. Lezioni di storiografia, Torino, 1962, pp. 438-440.
2) Sulla campagna anthnassonica vedi L'Idea nazionale del 17 aprile, 15 maggio, 12 giugno, 31 luglio, 7 agosto 1913. L'inchiesta venne in seguito pubblicata con il titolo Inchiesta sulla massoneria, con pref. di E. Bodrero, Milano, 1925. Gli articoli di Federzoni vennero ripubblicati in Paradossi d'ieri, Milano, 1924.
3) Accenni alla sua educazione cattolica sono in V. CIAK, Luigi Federzoni, Piacenza, 1924, p. 19.
4) La conferenza veniva poi pubblicata nell'opuscolo. 6. DE RUCGIEHO. Giordano Bruno, Roma, Cultura Nazionalista, 1913. Sul pensiero politico del nostro grande storico della filosofia, anche per il suo perìodo nazionalista, vedi la recente pubblicazione Scritti politici. 1912-1926, Bologna, 1964.
5) A. OHIANI, Verità nazionale, Roma, 1913; E. COHUADIIST, Nazionalismo e demo­crazia, Roma, 1913; Principi generali del programma del Nazionalismo italiano, Roma, 1913; B. VABISCO, La Patria, Roma, 1913.