Rassegna storica del Risorgimento

NAZIONALISMO ITALIA 1912-1914
anno <1965>   pagina <366>
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366 Raffaele Molinelli
H nazionalismo si esponeva, così, nel primo collegio di Roma non con una figura di comodo coperta da un nome prestigioso, come avveniva con Medici del Vascello nel quarto collegio, ma direttamente con uno dei suoi maggiori esponenti, con uno dei fondatori del movimento stesso.j) Era naturale, perciò, che si impegnasse nella lotta con tutte le sue forze e che l'intera Associazione Nazionalista venisse mobilitata per le elezioni romane. Veniva creato un comi­tato promotore presieduto da Corradini nel quale, fra gli altri, figuravano come soci onorari Isidoro Del Lungo e Sem Bene Ili; veniva indetta una sottoscrizione per le spese elettorali fra i cui aderenti vi erano i nomi dei Torlonia, dei Ruspoli e del gen. Bava Beccaris, ma anche quelli di Giovanni Amendola, Umberto Calosso, Silvio D'Amico, Luigi Salvatorelli. E ciò ci può far comprendere, assieme alla sostanza reale del nazionalismo, quale fosse il suo fascino sulla gioventù intellettuale dell'epoca.2) L'Idea nazionale sparava a zero sui suoi avversari : Leone Caetani diventava sulle sue colonne don Abbacchio , Sonnino, che nella lettera-programma ai suoi elettori di S. Casciano aveva promesso di bat­tersi per la pensione ai lavoratori, veniva accusato di demagogismo senile , titoli spavaldi a tutta pagina come I nazionalisti contro il blocco radico-sonni-niano o Contro i principi bloccardi apparivano di frequente sotto la sua testata. Vennero tenuti in appoggio alle due candidature nazionaliste circa cinquanta comizi pubblici e cento conferenze; i muri della città vennero tappez­zati di manifesti, fu organizzato un ordinato servizio di trasporti per gli elettori; non si badò a spese e queste superarono l'entità dei fondi raccolti.
Anche se l'antagonista più pericoloso di Federzoni era il socialista Campa-nozzi, un ex impiegato statale, la battaglia nazionalista era rivolta, però, soprat­tutto contro il candidato radicale Scipione Borghese, che poteva raccogliere voti nei medesimi ambienti sociali e che rappresentava quel radicalismo, che saldava spesso elettoralmente le frazioni più democratiche della borghesia con le classi popolari sulla piattaforma di una politica pacifista, umanitaria, anti­clericale e riformista e che proprio per questo costituiva la bestia nera del nazio­nalismo italiano. E su questa base polemica, infatti, i nazionalisti condussero la loro campagna elettorale. H motivo principale del discorso-programma di Federzoni fu proprio la polemica contro il mondo bloccardo , specialmente romano. Dopo averlo definito tiranno e intollerante, il candidato nazionalista accusava il blocco di governare la città per conto della massoneria e di offen­dere la coscienza religiosa di moltissimi cittadini ; l'anticlericalismo settario poi commentava insidia la pace religiosa che è necessaria alla vita e alla coscienza del popolo, e reclama e tenta persecuzioni contro le quali non può non ribellarsi ogni spirito sollecito della libertà e del pubblico bene ; dopo aver inveito contro la massoneria, Federzoni si scagliava contro il riformismo accu­sandolo di disperdere i capitali pubblici e privati con provvedimenti di carattere distributivo ; chiedeva, poi, un aumento delle forze armate e delle costruzioni navali ed invitava ad una completa occupazione, allo sfruttamento commerciale
') Piero Foscori ritirava la candidatura dal II collegio e si presentava a Mirano. Per ima sommaria biografia di Federzoni, vedi V. CIAN, op, cit.
*) Sull'argonento vedi R. MOLINELLI, Il nazionalismo italiano fra reazione e demo­crazia c, pp. 11-12.