Rassegna storica del Risorgimento

NAZIONALISMO ITALIA 1912-1914
anno <1965>   pagina <368>
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368 Raffaele Molinelli
quando il periodico nazionalista, infatti, aiinunzierà la sua trasformazione in quotidiano, sotto la spinta di indiscrezioni fatte da altri giornali, renderà pub­blica la composizione del consiglio di amministrazione della sua nuova casa odi* trice, L'Italiana , nel quale figuravano Alberto Maria Bombrini (il parente di cui sopra) e il fabbricante di armi Dante Ferraris come presidente il quale, era costretto ad ammettere il foglio nazionalista, rappresenta va un gruppo di azioni di differenti industrie per il totale di lire 135 mila, nel capitale interamente sottoscritto di lire 700 mila capitale che proveniva da ogni parte d'Italia e da gruppi rappresentanti le più. varie categorie della economia italiana senza monopoli o prevalenze di sorte . '
I nazionalisti erano scesi in campo con i loro candidati non solo a Roma, ma a Perugia, S. Angelo dei Lombardi, Mirano; in altre località avevano impe­gnato tutte le loro forze a favore di candidati liberali, specialmente a Milano per combattere Chiesa, Turati e Treves. Il nazionalismo cominciava, cosi, a diventare una forza politica con un suo peso specifico nella vita nazionale che, se ancora limitato, costituiva già, però, in quel clima euforico lasciato dall'impresa libica, tua segno assai chiaro delle alternative politiche che la classe dirigente italiana si stava prospettando e che, in circostanze favorevoli, avrebbe potuto definitiva­mente scegliere. Ben comprendeva ciò Leonida Bissolati, che dedicava una buona parte di un suo discorso elettorale al pericolo nazionalista. La grande stam­pa nazionale, invece, appoggiò quasi tutta o al primo scrutinio o nel ballottaggio i candidati nazionalisti. L'organo di punta di questa propaganda prònazionali­sta fu JZ .Resto del Carlino, soprattutto per la penna di Giovanni Amendola.
Le elezioni romane videro nel primo collegio l'eliminazione al primo scrutinio di Scipione Borghese e, quindi, il ballottaggio fra Federzoni e Gampanozzi; nel quarto collegio, dopo l'eliminazione degli altri avversari, la lotta fu tra Medici del Vascello e Caetani. I candidati nazionalisti, poi, nel confronto finale, riu­scivano vincitori, anche se con uno scarto di voti non troppo grande (Federzoni: 4.321, Gampanozzi: 3.872; Medici del Vascello: 4.480, Caetani: 3.951). 2> Anche
l) IP Idea nazionale, 30 maggio 1914. Gli altri componenti del consiglio di anunini-strazione erano Corradini, Occhiai, Giacomo Rattazzi (v. CREDITO ITALIANO, Società italiane per azioni. Notizie statistiche, voi. I, Roma, 1918, p. 1021). II Ferraris nel 1914 era presidente delle Industrie Metallurgiche, della Soc. Ital. Fabbricazione proiet­tili, delle Fonderie d'Acciaio, della Soc per az. Giovanni Gbilardini, della Fiat-San Giorgio (produzione di motoscafi, torpediniere, sommergibili), consigliere delle Officine Meccaniche Italiane e delle Officine Ferroviarie Meridionali, vicepresidente della FIAT e direttore tecnico delle Officine già F.lli Dietto (v. CREDITO ITALIANO, Società ita­liane per azioni. Notane statistiche, Milano, 1914, pp. 431, 438, 470, 472, 477, 484, 538, 543, 785, 878): il Bombrini era consigliere della Soc. Miniere di Cogne e della Soc. An. Italiana (Ibidem, pp. 375, 1095); il Rattazzi era consigliere della Soc. Ita­liana per l'industria dello Zucchero Indigeno (Ibidem, p. 1012). Il comitato politico del giornale era composto da Coppola, Corradini, Federzoni, Davanzali e Meraviglia. La collusione dei nazionalisti con i gruppi dell'industria bellica era stata denunciata alla Camera dal pacifista e antiprotezionista on. Giretti.
z) I risultati del primo scrutinio erano stati: I collegio: votanti 5.845 sn 14.489 iscritti; Federzoni 1.810, Campanozzi 1.800, Borghese 1.784, Matteuzzi 416, Garibaldi 28. 1V Collegio: votanti 6.566 su 14.193 iscritti; Medici del Vascello 3.057, Caetani 1.923, Premuti 1.407, Della Seta 18 (Il Giornale d'Italia, 28 ottobre 1913).