Rassegna storica del Risorgimento

NAZIONALISMO ITALIA 1912-1914
anno <1965>   pagina <369>
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Nazionalisti, cattolici e liberali
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a Perugia, Mirano e S. Angelo dei Lombardi i candidati nazionalisti Gallcnga Stuart, Foscari e Camillo Ruspoli venivano eletti.
La vittoria nazionalista a Roma suscitò l'entusiasmo e il plauso di tutta la stampa moderata e liberale dal Corriere della Sera alla Stampa* dalla Tribuna al Mattino, alla Gazzetta ài Venezia. Fra itelegrammi di congratulazione a Fcder-zoui per la sua elezione vi furono quelli di personalità come Antonio Scialoia, Guido De Ruggiero, Marco Praga, Sabatino Lopez, Gabrieli ino D'Annunzio, il gen. Ameglio. Non minore fu l'entusiasmo dei cattolici che, malgrado l'asten­sione disposta dal Vaticano per gli elettori di Roma, appoggiarono, attraverso il loro giornale JR Corriere d'Italia, i candidati nazionalisti. E il conte Gentiloni nella famosa ed esplosiva intervista al Giornale d'Italia poteva dichiarare aper­tamente: Non mi sembra che i deputati del I e IV collegio di Roma abbiano ragione di dolersi del contegno dei cattolici !... E poiché sono su quest'argomento debbo dichiarare che sono lieto della riuscita di Federzoni perchè è un omaggio reso alla intelligenza e alla povertà onorata . *)
Federzoni smentì ripetutamente di essere uno dei <c gentilonizzati , che la sua elezione, cioè, fosse stata resa possibile da un accordo elettorale palese od occulto coi cattolici che avesse diminuito il carattere liberale della sua candidatura , ma, accordi stipulati o meno, accettazione formale o no del patto , tutto sta ad indicare, compresa la dichiarazione di Gentiloni, come i due candidati nazionalisti avessero fruito del pieno appoggio dei cattolici. D'al­tronde, in mezzo al grande scalpore suscitato dall'intervista del presidente dell'Unione Elettorale Cattolica, L'Idea Nazionale non aveva timore di dichia­rare che il cattolicesimo era <c un fattore storico e ideale dell'Italia , una forza attiva della Nazione e che per attuare i fini del movimento nazionalista, che non erano quelli di realizzare in Italia il principio liberale , ma di esprimere la massima potenza nazionale per la supremazia dell'Italia nel mondo , era indispensabile una funzione nazionale della religione cattolica . Inoltre, continuava il foglio nazionalista, i cattolici, portando aiuto ai partiti costitu­zionali contro il socialismo avanzante e per non farli cadere nel bloccardismo, avevano assunto un atteggiamento schiettamente nazionale in quanto si erano decisamente schierati in difesa dell'ordine sociale . D'altro canto, essi, i nazionalisti, si rifiutavano ai valori universali ed astratti del liberalismo, che per essere astratto ed universale, è ateo in quanto è liberalismo .
Se tutto ciò suonava come un'aperta confessione della decisiva importanza dell'appoggio elettorale cattolico, costituiva pure, però, un atto di franca ammis­sione di una realtà politica ben esistente che non doveva più esser mistificata. Significava, inoltre, nelle chiare e sprezzanti dichiarazioni, che si avvicinava l'ora di una messa a punto dei rapporti fra il nazionalismo italiano e le forze politiche più autenticamente liberali.s) Questa chiarificazione, è ovvio, non
ty Il Giornale d'Italia, 8 novembre 1913, Intervista coll'altro Presidente del Con­siglio il conte Gentiloni .
a) Sulle elezioni romane del 1913 vedi L'Idea nazionale, 25 agosto, 18 settembre, 2 ottobre, 9 ottobre, 16 ottobre, 25 ottobre, 26 ottobre, 30 ottobre, 6 novembre, 13 novem­bre, 20 novembre 1913; Il Giornale d'Italia, 28 ottobre, 8 novembre 1913 e nn. segg; L. FEDERZONI, Presagi atta nazione, Milano, 1925 p. 17 e segg.; S. CDUBRIZZI, Storia par­lamentare politica e diplomatica d'Italia da Novara a Vittorio Veneto, voi. IV, Milano, Genova, Roma, Napoli, 1934, p. 290; L. ALBERTINI, op. rit., p. 251.