Rassegna storica del Risorgimento

LIBERALI ; TOSCANA ; CAPPONI GINO
anno <1919>   pagina <264>
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E. PassamonH
efficace di sostenere il gabinetto Bicasoli sarebbe sfato il preannun­ziarne la politica, schiettamente italiana, che sarebbe stata inaugurata da lui. Il giornale aveva in questa maniera il mezzo di biasimare con ragione coloro, che avessero attraversato il barone Bettino nei suoi disegni prima ancora di vederlo operare. Chi oggi consideri le sorti italiane non può che contemplare una plaga di ambizioni e di vituperi. Domani cominci la guerra e gli italiani potranno di nuovo alzar la faccia e ottenere la stima dei popoli liberi di istituzioni e non ischiavi delle passioni . l E celebrava la Mi/vista Indipendente la federazione, come quella forma di alleanza, che sarebbe stata uno dei cardini della politica del Ricasoli: ciò allo scopo di allontanare le accuse che da questo lato sarebbero potute sorgere contro di lui. È questa la sola via , diceva la Bvuista che può far sicure le nostre conquiste di libertà e rendere la nazione non uMiria nel consesso dei popoli... Sventuratamente in Italia sorgono le fazioni, ancora non si elevano all'altezza di partiti politici e runico mezzo di farle tacere propu­gnando per la generosa politica, che rifugge da conflitti civili, si è quella di far grande la patria, di molto togliere anche al desiderio; ove le condizioni di un popolo sono buone le fazioni non allignano, esse traggono la loro forza dalle piaghe sociali; e là dove piccoli sono i dolori, nulla è la loro potenza. A questo intende la società federa­tiva di Vincenzo Gioberti . : Insieme con la Moisla ed agli altri organi del liberalismo toscano, la Patria, combatteva animosamente l'ultima sua lotta contro 1* invadenza della democrazia e della non lontana demagogia. Lasciando al suo confratello fiorentino di accen­nare al programma, che sarebbe stato sostenuto dal Ricasoli, la P trio, ne assaliva gli oppositori che vedeva crescere ogni giorno e diventar più aggressivi e minacciosi: Mentre l'Italia versa in tanto pericolo, egli è prudente - ohiedeva il giornale del barone Bettino -di suscitare nel popolo 'il fermento di ree persone, eccitarlo all'odio colla calunnia, denunziargli ogni giorno con velenose et abbiette parole, come avversi alle sue franchigie, quelli, ohe pensano che dalla violenza non. possa uscirne Se non il dispotismo e la licenza?... È libertà rar..bitri:<i> che si vuole esercitare sulle intelligenze, la con­tumelia gettarla in viso a ohi sa opporsi ai disegni di un certo par­tito... la violenza 'esercitata o minacciata, perchè l'intimidazione impedisca alla vóce della ragione di aprirsi la strada alle orecchie del popolo e arrestarlo sulla via pericolosa, che lo conduce alle divi*
i a Mivisia Indipendente, 117, 10 ottobre 1848. i Là Èfmeta //(dipendente, 11, 21 ottobre 1848.