Rassegna storica del Risorgimento

NAZIONALISMO ITALIA 1912-1914
anno <1965>   pagina <372>
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372 Raffaele Molinelli
futuri congressi. *) Negli anni successivi la stampa nazionalista non aveva mai preso una posizione precisa sulla questione. Verso la metà del 1913, però, la polemica fra nazionalisti liberoscambisti e protezionisti era diventata pubblica attraverso le colonne dell'/dea nazionale, proprio perchè in quel tempo il pro­blema stava interessando tutto il mondo politico ed economico italiano 3> e perchè si stavano facendo più stretti i legami fra i nazionalisti e certi gruppi industriali. A difendere le tesi ILberistiche erano stati, servendosi delle usuali argomentazioni proprie dei sostenitori di tale politica economica, Alberto Caron-cini e Goffredo Bellonci,4) mentre il gruppo della redazione del settimanale si era schierato a favore del protezionismo, affermando che non si trattava tanto di motivare la scelta con fini puramente economici, quanto di giustificarla poli­ticamente in vista di una politica nazionalista, cioè imperialista. s) Si inseriva ora nella polemica, dopo le elezioni del 1913, la nuova e brillante recluta del nazionalismo italiano, Alfredo Rocco, il giovane giurista dell'Università di Padova, affermando la necessità di una politica non di distribuzione, ma di produzione della ricchezza e di conseguenza di accedere alle fonti delle materie prime, rifiutando tutti gli ideali pacifisti ed umanitari trucchi delle nazioni capitaliste e possenti, come l'Inghilterra, che vogliono mediante la pace perpe­tuare la loro dominazione sulle nazioni povere e lavoratrici come l'Italia .6)
*) II Nazionalismo Italiano. Atti del Congresso di Firenze, Firenze, 1911, pp. 152 210. L'o.d.g. di rinvio era stato presentato da D. Palazzoti, T. Borclli e Federzoni. Sul congresso di Firenze vedi pure S. SIGHELE, 27 nazionalismo e i partiti politici, Milano, 1911, pp. 234-250; P. L. Occumi, op. ciu, pp. 221-226; P. M. ARCASI, op. cit., voi. II, pp. 606-608,628-647,651-652,656, voi. IH, pp. 3-11,127; S. CILIBREZZI, op. cit., voi. IV, pp. 128135; I. BONOMI, La politica italiana da Porta Pia a Vittorio Veneto, Torino, 1944, p. 297; L. ALBERTINI, op. cit., voi. II, pp. 95-98; G. VOLPE, op. cit., pp. 183 e 6cgg.; R. MOLINELLI, Il Nazionalismo italiano fra reazione e democrazia, cit., pp. 5-10.
2) Cfr. Videa nazionale, 27 aprile, 7, 14 settembre, 26 ottobre, 30 novembre 1911, 11 aprile, 20 giugno, 29 agosto 1912.
3) Sul movimento per la lotta antiprotezionista vedi la Premessa di U. ZANOTTI BIANCO a A. DE VITI DE MARCO, Un trentennio di lotte politiche (1894-1922), Roma, 1929.
') Bell onci faceva parte del comitato centrale della Lega An ti protezionista.
5) Cfr. Videa nazionale, 19 giugno, 10 luglio 1913.
6) La Tribuna, Roma, 10 novembre 1913. Rocco, poi, esporrà compiutamente il suo pensiero politico nell'opuscolo Che cosa è il nazionalismo e che cosa vogliono i naziona­listi, Padova, 1914, che è forse la più riuscita summa del pensiero nazionalista. Da una visione positivistica della società umana vista come un composto di aggregati in lotta per la vita, e di questi aggregati i supremi sono le società nazionali continuamente in lotta fra di loro, Rocco fa discendere il compito del nazionalismo italiano che deve consistere nell" occuparsi e preoccuparsi della lotta incessante che la nazione italiana deve sostenere nel mondo ; parla poi della povertà delle risorse naturali italiane e della razza numerosa e feconda per reclamare il nostro posto al sole , postulando, affinchè tale espansione possa avvenire, un aumento della produzione; dice infine delle differenze del nazionalismo dagli altri partiti e confuta le critiche e le accuse che ad esso vengono rivolte (bellicismo, autoritatismo, antisemitismo, clericalismo, assenza di programmi specifici di essere una imitazione di quello francese). Per una biografia di A. Rocco, vedi i suoi Scritti politici, Milano, 1938; C. SALTELLI, Alfredo Rocco, Torino, 1935; N. MEZZETTI. Alfredo Rocco nella dottrina e nel diritto della rivoluzione fascista, Roma, 1930} P. UNGARI, Alfredo Rocco e l'ideologia giuridica del Fascismo, Brescia, 1960,