Rassegna storica del Risorgimento

NAZIONALISMO ITALIA 1912-1914
anno <1965>   pagina <375>
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Nazionaiistit cattolici e liberali 375
e nazionale attraverso la quale proclamavano significativamente dì non volersi rassegnare, per essere nazionali, a sembrare reazionari.1* Verso la fine del 1913 e in quei primi mesi del 1914, poi, l'Associazione Nazionalista fece una notevole campagna irredentista per mezzo di libri, articoli e conferenze di alcuni nazionalisti irredenti, fra i quali primeggiava Ruggero Fauro,2) ribadendo le sue note tesi sulla necessità dell'aumento degli armamenti e di condanna del­l'irredentismo di piazza.
Alla vigilia del congresso erano esistenti 31 gruppi nazionalisti nelle varie città e un buon numero di gruppi giovanili.3) Il congresso fu tenuto dal 16 al 18 maggio al Castello Sforzesco sotto la presidenza di Domenico Oliva e la vice-presidenza di Cian, Perozzi, Colautti e Scotti.4)
Sulla relazione politica, svolta da Federzoni e Maraviglia, che poneva chia­ramente il problema dell'autonomia del movimento e la sua trasformandone in partito e, quindi, il distacco dai liberali, veniva presentato un ordine del giorno, approvato poi a maggioranza, che, affermando la naturale differenziazione del nazionalismo dagli altri partiti politici e la sua conseguente autonomia, dichiarava l'incompatibilità per i propri soci di appartenere a quelle associa­zioni che nel programma e nella pratica non fossero nelle direttive dell'Asso­ciazione Nazionalista ; e in pari tempo affermava la possibilità e la volontà di collaborare con i partiti affini nell'interesse della nazione . A queste decisioni la minoranza liberale aveva tentato di opporsi presentando un ordine del giorno in cui era detto di doversi ritenere perniciosa, agli effetti della coesione nazio­nale, l'opera di predicazione svolta, negli ultimi mesi da molti nazionalisti, contro la dottrina liberale, la quale, veniva precisato, aveva invece inspirato e accompagnato il Risorgimento nazionale .5)
Quanto al problema dei rapporti con i cattolici, la relazione ribadiva la tési della fine delle rivendicazioni temporaliste, della demagogica retorica sovver­siva dell'anticlericalismo, delle lievi differenze programmatiche sul piano pratico fra cattolici e partiti dell'ordine e concludeva affermando che i nazionalisti consi-
*) Il periodico era diretto da P. Arcari e A. Caroncini e aveva come principali colla­boratori G. Amendola, A. Anzilotti, G. Boine, G. Bergmann, G. A. Borgese, G. Calò, A. Casati, V. Picardi, A. Solini. L. Valli, G. Volpe, L. Venturi, Dino Grandi. Vedi A. CARON­CINI, Problemi di polìtica nazionale, Bari, 1922.
s) Pseudonimo di Ruggiero Timeus.
3) I grappi erano a Torino, Milano, Brescia, Mantova, Venezia, Padova, Verona, Vicenza, Savona, Genova, Bologna, Modena, Reggio Emilia, Ferrara, Firenze, Arezzo. Lacca, Ancona, Pesaro, Fano, Roma Napoli, Bari, Cagliari, Siena, Cori, Novara, Pisa, Torre Annunziata. Novi Ligure, Taranto. Quelli giovanili erano a Torino, Milano, Padova, Genova, La Spezia, Recco, Chiavari, Bologna, Parma, Reggio Emilia, Scandiano, Pisa, Roma, Napoli, Cagliari, Verona, Firenze.
*) Sai congresso di Milano vedi Videa nazionale, 14, 23, 30 maggio, S giugno 1914; A. Rocco e F. CABLI, I prìncipi fomdamenUM del nazionalismo economico, Bologna, 1914; p. M. ARCARI, op. cit. voi. II, pp. 841-849, voi. Ili, pp. 29-36; G. VOLPE, op. ci., voi. Ili, pp, 618-619; L. ALBERT-INI, op. eh., II, p. 291; G. SPADOLINI, Giolitti e i cattolici, Firenze, 1960, p. 350.
5) L'o.d.g. di maggioranza portava la firma di Perozzi, Gallenga, Castellini, Cop­pola, Tavolimi, Scotti; quello di minoranza era stato presentato da Giulio Bergmann.